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La legge dell'UE sull'acceleratore industriale: cos'è, perché è importante e quali saranno i prossimi passi

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Legge sull'acceleratore industriale: trasformare l'industria europea con l'energia pulita

Il 4 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato la sua proposta relativa all’Industrial Accelerator Act — uno degli atti normativi in materia industriale più significativi che l’UE abbia presentato negli ultimi decenni. Per le aziende che operano all’incrocio tra ESG, rendicontazione di sostenibilità e conformità normativa, questo regolamento introduce nuovi criteri di approvvigionamento, obblighi di etichettatura delle emissioni di carbonio e requisiti di verifica dei dati che ridefiniranno il modo in cui le imprese industriali — e gli istituti finanziari che le sostengono — misurano e dimostrano le proprie prestazioni in materia di decarbonizzazione.

Panoramica sulle industrie ad alto consumo energetico
0%
delle emissioni di gas a effetto serra dell'UE prodotte dalle industrie ad alto consumo energetico
7.8M
persone occupate nei vari settori dell'EII nell'UE
€549B
in termini di valore aggiunto annuo generato da questi settori

Da un accordo industriale "pulito" a una proposta di legge

L'IAA affonda le sue radici nel Accordo per un'industria pulita, adottato dalla Commissione europea il 26 febbraio 2025. L’accordo ha inquadrato la decarbonizzazione non come un onere normativo, ma come un motore di crescita economica — una risposta diretta alle segnalazioni strutturali documentate nel Rapporto Draghi sulla competitività europea.

L’iniziativa era stata originariamente concepita come “Industrial Decarbonisation Accelerator Act” (IDAA), rivolta specificatamente alle industrie ad alto consumo energetico. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2025, la presidente della Commissione von der Leyen l’ha ribattezzata “Industrial Accelerator Act”, eliminando il termine “Decarbonisation” dal titolo per segnalare un ambito di applicazione più ampio che comprende la competitività, la reindustrializzazione e l’autonomia strategica, oltre agli obiettivi climatici.

Cronologia legislativa
Gennaio 2025
Bussola della competitività
La legge è stata menzionata per la prima volta come priorità legislativa nella comunicazione “Compass” sulla competitività dell’UE.
26 febbraio 2025
Approvato l’accordo “Clean Industrial”
La Commissione adotta il documento COM(2025) 85 definitivo, con cui annuncia formalmente l’ “Industrial Decarbonisation Accelerator Act”.
Aprile – luglio 2025
Consultazione pubblica
La richiesta di contributi è stata avviata il 16 aprile 2025. Le parti interessate sono invitate a inviare i propri commenti tramite il portale “Have Your Say”.
Settembre 2025
Ridenominata: Legge sull’acceleratore industriale
Von der Leyen elimina il termine “decarbonizzazione” dal titolo del suo discorso sullo stato dell’Unione, ampliando così la portata dell’iniziativa.
4 marzo 2026
Pubblicata la proposta formale
Pubblicato il documento COM(2026) 100 definitivo. La proposta entra ora nella procedura legislativa ordinaria dinanzi al Parlamento e al Consiglio.
2027 – 2028 (stima)
Entrata in vigore
Con riserva dei negoziati in sede di trilogo. Le disposizioni chiave in materia di approvvigionamento di materiali dovrebbero entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2029.

Il problema che la legge intende risolvere

Le industrie ad alto consumo energetico — chimica, siderurgica, della cellulosa e della carta, delle raffinerie, del cemento, dei metalli non ferrosi, del vetro e della ceramica — costituiscono la base delle catene del valore europee di importanza cruciale. Il settore automobilistico, quello delle costruzioni, le tecnologie a impatto zero, la difesa e l’aerospaziale dipendono tutti da esse. Tuttavia, questi settori devono affrontare una convergenza di pressioni strutturali che rendono difficile giustificare investimenti nella decarbonizzazione a un ritmo adeguato.

14.3% 2024 20% Obiettivo
Settore manifatturiero: percentuale del PIL dell'UE

Un decennio di deindustrializzazione

La quota del settore manifatturiero dell’UE sul PIL è scesa dal 17% nel 2000 a appena il 14,3% nel 2024. L’IAA punta a raggiungere il 20% del PIL dell’UE entro il 2035.

17%
Anno 2000
14.3%
2024 (dati effettivi)
20%
2035 (obiettivo)

Principali pressioni sulle industrie ad alto consumo energetico

Fattori strutturali che compromettono la redditività degli investimenti nella decarbonizzazione
Costi energetici
Rispetto ai concorrenti extra-UE
Autorizzazioni
Ritardi pluriennali
Costi delle tecnologie pulite
Investimenti elevati, lungo periodo di recupero dell'investimento
Pressione delle importazioni
Sovrascapacità sovvenzionata dallo Stato
Debolezza della domanda
Rallentamento nei settori automobilistico ed edile

I quattro pilastri della legge sull’acceleratore industriale

L'IAA si articola attorno a quattro principali leve politiche, ciascuna delle quali è mirata a una dimensione specifica della sfida degli investimenti nella decarbonizzazione.

1

Procedura semplificata per il rilascio delle autorizzazioni digitali

Un unico sportello digitale centralizza tutte le autorizzazioni necessarie. Si applicano termini massimi, con approvazione tacita nelle fasi intermedie qualora le autorità non rispettino le scadenze.

Sportello unico Approvazione tacita Priorità al digitale
2

Aree di accelerazione industriale

Ogni Stato membro deve designare almeno un'area di accelerazione entro 12 mesi, raggruppando progetti dotati di autorizzazioni già approvate e con un accesso coordinato all'energia in siti dismessi.

Minimo 1 per Stato membro Priorità per le aree dismesse
3

“Made in UE” e appalti a basse emissioni di carbonio

A partire dal 1° gennaio 2029, gli appalti pubblici, le aste, gli incentivi fiscali e i regimi di aiuti di Stato richiederanno quote minime di prodotti di origine UE e un contenuto a basse emissioni di carbonio in tutti i settori strategici.

Appalti pubblici Scadenza 2029 Etichetta "a basse emissioni di carbonio"
4

Condizionalità degli investimenti diretti esteri nei settori strategici

Gli investimenti esteri superiori a 100 milioni di euro nei settori delle batterie, del solare fotovoltaico, dei veicoli elettrici e delle materie prime critiche sono soggetti a nuove condizioni: un limite massimo del 49% alla quota di partecipazione, l’obbligo di costituire joint venture con partner dell’UE e requisiti in materia di trasferimento della proprietà intellettuale.

>Soglia di 100 milioni di euro Limite massimo di partecipazione del 49%

Soglie di appalto: il dettaglio che fa la differenza

Le disposizioni dell'IAA con le maggiori ripercussioni commerciali riguardano le quote minime obbligatorie di contenuti a basse emissioni di carbonio e di origine dell'Unione nell'ambito degli appalti pubblici e dei regimi di sovvenzioni.

Stato della proposta: i valori soglia sono contenuti nel documento COM(2026) 100 definitivo e saranno soggetti a modifiche da parte del Parlamento e del Consiglio. Le disposizioni dell’allegato II entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2029.
MaterialeSoglia di basse emissioni di carbonioÈ obbligatorio specificare l'origine dell'UnioneSi applica a
Acciaio25%Appalti pubblici e regimi di sostegno
Calcestruzzo / Malta (compresi clinker e cemento)5%✓ ObbligatorioAppalti pubblici e regimi di sostegno
Alluminio25%✓ ObbligatorioAppalti pubblici e regimi di sostegno
Tecnologie pulite (energia solare fotovoltaica, pompe di calore, energia eolica, idrogeno, energia nucleare, sistemi di accumulo di energia (BESS))Definito per tecnologia✓ ObbligatorioAste pubbliche e programmi di sovvenzioni
Acciaio
Soglia delle emissioni di carbonio ridotte 25%
È richiesto il campo "union-origin"
Appalti pubblici e regimi di sostegno
Calcestruzzo / Malta (compresi clinker e cemento)
Soglia di basse emissioni di carbonio 5%
È richiesto il campo "Union-origin" ✓ Obbligatorio
Appalti pubblici e regimi di sostegno
Alluminio
Soglia delle emissioni di carbonio ridotte 25%
È richiesto il campo "Union-origin" ✓ Obbligatorio
Appalti pubblici e regimi di sostegno
Tecnologie pulite (energia solare fotovoltaica, pompe di calore, energia eolica, idrogeno, energia nucleare, sistemi di accumulo di energia (BESS))
Soglia di basse emissioni di carbonio Per tecnologia
È richiesto il campo "Union-origin" ✓ Obbligatorio
Aste pubbliche e programmi di sovvenzioni

Impatti previsti entro il 2030

30,6 Mt
Riduzione delle emissioni di CO₂eq entro il 2030
~150K
Posti di lavoro creati o preservati
Oltre 686 milioni di euro
Aumento del valore aggiunto lordo

Cosa comporta tutto ciò per la conformità e la rendicontazione ESG

Per gli istituti finanziari, le imprese e i professionisti del settore ESG, l’IAA introduce obblighi in materia di dati e di informativa che si inseriscono perfettamente nei quadri normativi esistenti ed emergenti.

  • Dati sull’intensità di carbonio a livello di prodotto Le aziende devono fornire dati verificabili e sottoponibili a revisione sull’intensità di carbonio a livello di prodotto per poter soddisfare i requisiti relativi alle soglie di approvvigionamento e all’etichettatura «a basse emissioni di carbonio». È richiesto l’allineamento conCSRD/ESRS, SFDR e la tassonomia dell’UE .
  • Verifica dell’origine nella catena di approvvigionamento I team di approvvigionamento e gli investitori devono dimostrare che i materiali soddisfano le soglie di origine dell’Unione, aggiungendo un ulteriore livello di verifica dei dati agli obblighi esistenti previsti dalla CSDDD e dall’ESRS.
  • Informativa sulla traiettoria di decarbonizzazione Gli investitori che finanziano settori ad alto consumo energetico saranno sottoposti a un nuovo scrutinio riguardo ai percorsi delle società in portafoglio. I dati sulle emissioni relativi a un solo anno non sono sufficienti: saranno richieste traiettorie previsionali credibili e allineate alle ipotesi del sistema ETS.
  • Preparazione dell’infrastruttura dei dati ESG L'etichetta di carbonio e le norme sugli appalti dell'IAA presuppongono una solida raccolta dei dati e l'interoperabilità tra i diversi sistemi. Le organizzazioni che si affidano a processi manuali o a sistemi isolati dovranno affrontare notevoli lacune in vista delle scadenze del 2029.
L'orientamento normativo

L’IAA rafforza una tendenza evidente in tutta l’agenda normativa dell’UE — dagli indicatori PAI dell’SFDR ai criteri di screening tecnico della tassonomia dell’UE, dal CBAM alla direttiva sulle dichiarazioni ambientali. I dati ESG stanno passando da una divulgazione volontaria a un prerequisito operativo. Le aziende e gli investitori che considerano l’infrastruttura dei dati come una risorsa strategica — piuttosto che come un onere di conformità — sono in una posizione migliore per affrontare ciò che verrà.

Situazione legislativa e linee di frattura politica

La proposta (COM(2026) 100 definitivo) entra ora nella procedura legislativa ordinaria. Sia il Parlamento europeo che il Consiglio dell’UE definiranno le proprie posizioni e il testo sarà modificato nel corso dei negoziati in sede di trilogo . È improbabile che il processo si concluda prima del 2027.

Tensione politica di primo piano

La Francia sta spingendo per un'interpretazione rigorosa delle norme sull'origine dell'Unione, limitata esclusivamente all'UE, al fine di massimizzare il sostegno diretto alla produzione e all'occupazione nell'UE. La Germania ha sostenuto un modello "Made with EU" che includerebbe partner commerciali di fiducia. Questo disaccordo sarà probabilmente uno dei punti centrali dei negoziati in seno al Consiglio.

Data la complessità delle disposizioni in materia di investimenti diretti esteri (IDE), delle norme sugli appalti pubblici e delle modifiche che si sovrappongono al Net Zero Industry Act, al regolamento sul portale digitale unico e al regolamento sui prodotti da costruzione, l’entrata in vigore è prevista non prima del 2027.

Valutare la propria esposizione all’IAA

L'IAA ridefinirà le modalità con cui le aziende industriali e i loro investitori dovranno raccogliere, verificare e divulgare i dati relativi alle emissioni di carbonio e alla provenienza. Generation Impact Global aiuta le organizzazioni a creare l'infrastruttura dati necessaria per orientarsi proprio in questo contesto.

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Il presente articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce una consulenza legale o normativa. L’IAA è una proposta della Commissione e rimane soggetta a modifiche legislative.
Fonti: Commissione europea COM(2026) 100 definitivo; COM(2025) 85 definitivo; Ares(2025)3079152; Calendario legislativo del Parlamento europeo; Latham & Watkins; Mayer Brown; Linklaters; Dechert; CMS Law-Now; Rapporto Draghi sulla competitività europea.

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