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La Svizzera si appresta a rafforzare le norme sulla rendicontazione climatica, in linea con l'UE e in risposta alle richieste degli investitori

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Il Consiglio federale svizzero porta avanti la revisione dell'ordinanza sulla rendicontazione climatica; i piani di transizione del settore finanziario sotto esame

Con una mossa decisiva volta a rafforzare la trasparenza in materia di clima e ad allineare la rendicontazione delle imprese svizzere alle aspettative internazionali, il Consiglio federale (Bundesrat) sta portando avanti i piani per la revisione dell'ordinanza sulla rendicontazione in materia di clima a soli 18 mesi dalla sua entrata in vigore.

Le modifiche proposte, presentate dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) e illustrate nel comunicato ufficiale del Governo, mirano a rafforzare l’impegno della Svizzera nei confronti dell’Accordo di Parigi, ad attuare alcuni elementi della legge sulla protezione del clima (KlG) e ad allinearsi all’evoluzione della legislazione dell’UE, in particolare alla direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD) e alla direttiva sulla due diligence in materia di sostenibilità delle imprese (CSDDD).

Contesto: una riforma accelerata

L'ordinanza svizzera sulla rendicontazione climatica, basata sulle linee guida della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), è entrata in vigore il 1° gennaio 2024. Inizialmente, il Consiglio federale aveva previsto di rivedere l'ordinanza entro il 2027. Tuttavia, a seguito dell'adozione della legge sulla protezione del clima (KlimaSchutzgesetz) e della crescente attività normativa dell'UE, la revisione è stata notevolmente accelerata e l'attuazione delle norme aggiornate è ora prevista entro gennaio 2026.

Le modifiche mirano a:

  • Introdurre requisiti minimi per i piani di transizione climatica nel settore finanziario;
  • Migliorare la comparabilità e l'affidabilità delle informazioni divulgate in materia di clima;
  • Armonizzare i requisiti svizzeri con i nuovi standard globali ed europei in materia di rendicontazione sulla sostenibilità, in particolare i quadri normativi dell'ISSB e dell'ESRS.

Risultato della consultazione: ampio sostegno con alcune riserve fondamentali

La consultazione, svoltasi da dicembre 2024 a marzo 2025, ha raccolto 91 risposte, tra cui:

  • 23 cantoni;
  • 5 partiti politici nazionali;
  • numerose associazioni finanziarie e di settore, tra cui economiesuisse, Swiss Sustainable Finance (SSF) e SwissHoldings;
  • ONG e associazioni di difesa dell'ambiente, come il WWF, Pro Natura e Public Eye.

Secondo il rapporto di sintesi, 81 partecipanti hanno espresso il proprio sostegno alla revisione, in modo incondizionato o con alcune riserve. Solo cinque, tra cui il PLR e l’USC (Unione svizzera del commercio), si sono opposti apertamente al progetto, adducendo principalmente come motivi l’onere amministrativo e la tempistica inopportuna.

Principali modifiche proposte: verso una maggiore trasparenza e una rendicontazione orientata agli obiettivi

Conformità agli standard internazionali

Uno dei pilastri fondamentali della revisione è l’allineamento esplicito agli standard internazionali di rendicontazione sulla sostenibilità. Molti intervistati hanno accolto con favore questo cambiamento, anche se alcuni hanno esortato la Svizzera a dare priorità agli standard ESRS dell’UE, in virtù del loro approccio basato sulla «doppia materialità» — che tiene conto sia degli impatti finanziari che di quelli ambientali e sociali — in contrasto con l’approccio dell’ISSB, maggiormente incentrato sugli aspetti finanziari.

Alcuni hanno inoltre chiesto che gli standard GRI fossero riconosciuti come altrettanto validi, sostenendo la necessità di una certa flessibilità nella scelta dei quadri di riferimento, a condizione che soddisfino i requisiti fondamentali dell'ordinanza.

Piani obbligatori di transizione climatica per gli istituti finanziari

Uno degli aspetti più seguiti è l'obbligo per gli operatori del settore finanziario di presentare piani di transizione che descrivano:

  • Obiettivi di riduzione delle emissioni (compresi gli obiettivi intermedi per il periodo 2031–2040 e 2041–2050);
  • Strategie di investimento in linea con l'obiettivo svizzero di azzerare le emissioni nette entro il 2050;
  • Differenziazione per classe di attività e settore.

ONG come il WWF e Greenpeace hanno accolto con favore questa iniziativa, considerandola un meccanismo fondamentale per allineare i flussi di capitale agli obiettivi climatici. Tuttavia, alcuni gestori patrimoniali (ad esempio AMAS e SSF) hanno espresso preoccupazioni riguardo a possibili conflitti fiduciari e hanno messo in guardia da un approccio esclusivamente svizzero «super-rigoroso», sollecitando flessibilità e un rinvio fino a quando non saranno definite le normative dell’UE.

Emissioni di Scope 3 e dettagli sulla rendicontazione

Numerosi intervistati hanno sollecitato che le emissioni di Scope 3 (catena del valore) fossero esplicitamente prese in considerazione nei piani di transizione. Mentre i gruppi della società civile hanno sostenuto con forza l’inclusione obbligatoria, le associazioni di categoria hanno preferito che fosse facoltativa, adducendo come motivazione le difficoltà legate alla disponibilità dei dati e ai costi.

Diversi cantoni e gruppi ambientalisti hanno inoltre sollecitato una rendicontazione più dettagliata delle misure di riduzione, distinguendo tra tagli diretti alle emissioni, compensazioni e rimozione del carbonio, e hanno chiesto che dai requisiti di rendicontazione venissero eliminati espressioni vaghe come «ove possibile e opportuno».

Attuazione e supervisione: lacune individuate

Nonostante l'ampio consenso, le parti interessate hanno evidenziato notevoli lacune:

  • Assenza di un meccanismo di controllo: diversi partiti, tra cui il Partito Socialista e il Partito dei Verdi, hanno criticato la mancanza di un organismo di controllo incaricato di garantire il rispetto delle norme o di verificare la credibilità del piano di transizione.
  • Formato delle relazioni e accessibilità: sono state sollevate preoccupazioni in merito all'obbligo di pubblicare le informazioni in formati compatibili con le piattaforme internazionali. I gruppi della società civile hanno sostenuto la necessità di pubblicare i piani di transizione in forma autonoma, anziché inserirli esclusivamente all'interno delle relazioni generali sulla sostenibilità.

Sono state inoltre avanzate richieste relative a modelli pubblici, percorsi settoriali e strumenti di benchmarking per aiutare le aziende a soddisfare le nuove aspettative in modo efficiente.

Tempistica e disposizioni transitorie: un punto controverso

Molti intervistati, tra cui economiesuisse, Swiss Medtech e il Cantone di Ginevra, hanno sostenuto che la data di entrata in vigore fissata al 2026 sia troppo anticipata, soprattutto considerando che l’ordinanza è entrata in vigore solo nel 2024 e che il quadro normativo dell’UE è ancora in fase di definizione.

Le associazioni di categoria stanno esercitando pressioni per ottenere un periodo di tolleranza di uno o due anni, con una revisione formale prevista due anni dopo l'attuazione per valutare l'effettiva applicabilità del regolamento.

Dibattito terminologico: «Fahrplan» contro «Transition Plan»

Il proposto cambiamento terminologico da «piano di transizione» al termine tedesco «Fahrplan» (tabella di marcia climatica) ha suscitato un dibattito. I sostenitori sostengono che sia in linea con l’Ordinanza svizzera sulla protezione del clima (KlV), mentre i critici — tra cui ONG e associazioni di categoria — hanno avvertito che potrebbe creare confusione e indebolire l’allineamento internazionale.

Prossimi passi: messa a punto delle politiche e coordinamento a livello dell'UE

Si prevede che il Consiglio federale approvi la versione riveduta dell’ordinanza entro la fine del 2025, tenendo d’occhio gli sviluppi paralleli a Bruxelles. La sfida della Svizzera rimane quella di trovare il giusto equilibrio tra coerenza normativa con l’UE, competitività sul mercato e leadership in materia di clima.

Per i risultati completi della consultazione e l'elenco delle organizzazioni partecipanti, visitate la pagina in tedesco qui.

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