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Dati non finanziari e indicatori chiave di prestazione (KPI) nei fondi multi-asset: superare le sfide legate ai dati per ottenere performance di investimento sostenibili

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Dati non finanziari - Fondi multi-asset - Integrazione ESG 2025

Introduzione

Nell’attuale panorama degli investimenti, i dati non finanziari, comprese le informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG), non sono più solo un elemento accessorio. Sono diventati una componente fondamentale del modo in cui i fondi multi-asset gestiscono il rischio, allocano il capitale e creano valore a lungo termine. Poiché gli investitori istituzionali attribuiscono sempre maggiore importanza alla sostenibilità e alla conformità normativa, la performance e la trasparenza degli indicatori non finanziari stanno influenzando ogni aspetto, dalla costruzione del portafoglio alla fiducia degli investitori.

Tuttavia, nonostante questo slancio, i gestori patrimoniali devono affrontare ostacoli significativi. Il panorama dei dati non finanziari è ancora pieno di problemi: frammentazione, incoerenza e mancanza di standard di verifica, che richiamano le inefficienze riscontrate nei sistemi di dati finanziari due decenni fa. Senza una strategia chiara per affrontare tali problemi, l’integrazione dei fattori non finanziari rischia di diventare superficiale o addirittura fuorviante.

Il problema dei dati: sfide passate e presenti

Uno sguardo ai 20 anni fa: due decenni fa, gli istituti finanziari dovevano fare i conti con la frammentazione dei dati, la mancanza di standardizzazione e la scarsa qualità delle informazioni in entrata. I dati relativi al rischio e agli investimenti erano confinati in silos, i modelli di rendicontazione erano eterogenei e difficili da confrontare, mentre i processi manuali lasciavano spazio all’errore. Anche la tecnologia obsoleta non aiutava: i sistemi legacy non erano in grado di supportare analisi rapide e scalabili né decisioni in tempo reale.

Cosa è cambiato e cosa no: se guardiamo alla situazione attuale dei dati non finanziari, notiamo uno schema familiare. Nonostante il progresso tecnologico, sono emerse nuove sfide:

  • La standardizzazione rimane un obiettivo difficile da raggiungere: i quadri di riferimento globali come GRI, SASB, ISSB o SFDR hanno compiuto progressi, ma la mancanza di uniformità rende difficile il confronto delle performance non finanziarie tra settori e regioni.
  • La qualità dei dati rimane un motivo di preoccupazione: elementi quali i modelli climatici, i punteggi relativi all’impatto sociale e i dati sulla catena di approvvigionamento non sono sempre strutturati secondo gli standard dei sistemi finanziari convenzionali. Secondo il CFA Institute, il 63% dei professionisti del settore degli investimenti indica la qualità dei dati come la propria principale preoccupazione.
  • Metodologie contrastanti: la presenza di più agenzie di rating e di modelli di valutazione proprietari comporta che la stessa organizzazione possa essere valutata in modo diverso. Uno studio del MIT del 2022 ha rilevato una correlazione di appena 0,54 tra i rating non finanziari assegnati dalle principali agenzie.
  • Requisiti normativi sempre più stringenti: con l’SFDR, il TCFD, gli obblighi di informativa sul clima della SEC e altre normative, i fondi sono costretti ad adeguare costantemente i propri processi di gestione dei dati non finanziari. Ciò comporta un aumento sia dei costi operativi che dei rischi di non conformità.

Perché i fondi multi-asset devono prestare attenzione

I fondi multi-asset abbracciano diverse classi di attività e regioni, pertanto l’integrazione dei dati non finanziari risulta ancora più complessa. Questi fondi devono raccogliere, convalidare e applicare un’ampia gamma di informazioni — alcune qualitative, altre quantitative — nel processo decisionale relativo agli investimenti.

Prendiamo ad esempio le obbligazioni infrastrutturali e quelle societarie. Nel settore delle infrastrutture, i rischi climatici fisici sono fondamentali. Nel settore del reddito fisso, le controversie relative alla governance o di natura sociale possono influire direttamente sull’affidabilità creditizia. Per gestire questa situazione, i fondi hanno bisogno di un sistema in grado di elaborare e collegare dati non finanziari granulari provenienti da ambiti molto diversi tra loro.

Caso di studio: integrazione dei dati non finanziari in una società di gestione patrimoniale globale

Una società di gestione patrimoniale globale con oltre 75 miliardi di euro di patrimonio in gestione ha lanciato un’iniziativa interna volta a migliorare la propria strategia relativa ai dati non finanziari nei portafogli multi-asset. La società gestisce una vasta gamma di fondi, tra cui fondi azionari, obbligazionari e di asset reali, e ha dovuto far fronte a crescenti pressioni da parte dei clienti e delle autorità di regolamentazione affinché migliorasse la trasparenza della propria rendicontazione e le proprie prestazioni in materia di sostenibilità.

Per far fronte a questa sfida, l’azienda ha implementato un’infrastruttura dati centralizzata in grado di aggregare e armonizzare i dati provenienti dalle società partecipate, dai fornitori di dati ESG e dalle valutazioni di sostenibilità interne. Ha inoltre adottato strumenti di analisi degli scenari in linea con i principi del TCFD e ha investito in flussi di lavoro automatizzati a supporto della conformità allo SFDR e alla tassonomia dell’UE.

Risultati principali nell'arco di 18 mesi:

  • Aumento della copertura dei dati non finanziari nel proprio portafoglio dal 52% al 91%
  • Riduzione del 60% dei tempi di riconciliazione dei dati per i rendiconti trimestrali
  • Ha integrato indicatori relativi al clima e alla governance nei propri modelli di rischio di credito e azionario

Il successo è stato determinato dalla collaborazione interfunzionale tra i team dedicati alla sostenibilità, alla scienza dei dati e alla gestione dei rischi, nonché dall’attenzione rivolta allo sviluppo delle competenze interne piuttosto che al ricorso esclusivo alle valutazioni esterne.

Cosa funziona: strategie pratiche

  1. Chiarire i ruoli di governance. Trattare i dati non finanziari come se fossero dati finanziari: assegnare le responsabilità, integrare i controlli e garantire la supervisione da parte dei team addetti agli investimenti, alla gestione dei rischi e alla conformità.
  2. Allineati ai principali framework. Attieniti a standard ampiamente riconosciuti affinché la tua rendicontazione sia trasparente, comparabile e pronta per la revisione contabile.
  3. Rendilo operativo: inserisci i dati non finanziari nei tuoi modelli finanziari. Ad esempio, valuta il rischio climatico nei flussi di cassa attualizzati o integra gli indicatori chiave di prestazione (KPI) sociali negli stress test. Questo aiuta a collegare la performance non finanziaria ai rendimenti attesi.

Conclusione: la maturità dei dati equivale a un vantaggio strategico

I dati non finanziari non sono più solo una questione di spuntare caselle. Si tratta piuttosto di comprendere le reali implicazioni finanziarie e strategiche della sostenibilità, dell’etica e della resilienza operativa. Per i fondi multi-asset, ciò richiede di andare oltre le iniziative frammentarie e ad hoc relative ai dati, per passare a una strategia completa e basata sulla tecnologia.

Le aziende che considerano i dati non finanziari come una risorsa strategica e non solo come un obbligo di rendicontazione non solo soddisferanno le aspettative normative, ma otterranno risultati superiori alla media in un mercato in cui la sostenibilità e la responsabilità stanno assumendo un ruolo centrale nell’allocazione del capitale.

In definitiva, i fondi che avranno successo in questo nuovo contesto saranno quelli che sapranno trasformare la complessità non finanziaria in chiarezza in materia di investimenti e risultati misurabili.

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