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Dati non finanziari e indicatori chiave di prestazione nei fondi multi-asset: superare le sfide legate ai dati per ottenere risultati di investimento sostenibili

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Introduzione

Nell'attuale panorama degli investimenti, i dati non finanziari, comprese le informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG), non sono più solo un elemento accessorio. Sono diventati una componente fondamentale del modo in cui i fondi multi-asset gestiscono il rischio, allocano il capitale e creano valore a lungo termine. Poiché gli investitori istituzionali attribuiscono sempre maggiore importanza alla sostenibilità e alla conformità normativa, la performance e la trasparenza degli indicatori non finanziari stanno influenzando ogni aspetto, dalla costruzione del portafoglio alla fiducia degli investitori.

Tuttavia, nonostante questo slancio, i gestori patrimoniali devono affrontare ostacoli non indifferenti. Il panorama dei dati non finanziari è ancora caratterizzato da numerose criticità: frammentazione, incoerenza e mancanza di standard di verifica, che richiamano le inefficienze riscontrate nei sistemi di dati finanziari di vent'anni fa. Senza una strategia chiara per affrontare tali criticità, l'integrazione dei fattori non finanziari rischia di diventare superficiale o addirittura fuorviante.

Il problema dei dati: sfide passate e presenti

Uno sguardo ai 20 anni fa: due decenni fa, gli istituti finanziari dovevano fare i conti con la frammentazione dei dati, la mancanza di standardizzazione e la scarsa qualità delle informazioni. I dati relativi al rischio e agli investimenti erano isolati in silos, i modelli di rendicontazione erano eterogenei e difficili da confrontare, mentre i processi manuali lasciavano ampio margine di errore. Anche la tecnologia obsoleta non aiutava: i sistemi legacy non erano in grado di supportare analisi rapide e scalabili né decisioni in tempo reale.

Cosa è cambiato e cosa no: se guardiamo alla situazione attuale dei dati non finanziari, ci ritroviamo di fronte a uno schema familiare. Nonostante il progresso tecnologico, sono emerse nuove sfide:

  • La standardizzazione rimane un obiettivo difficile da raggiungere: i quadri normativi globali come GRI, SASB, ISSB o SFDR hanno compiuto progressi, ma la mancanza di uniformità rende difficile confrontare le prestazioni non finanziarie tra settori e regioni.
  • La qualità dei dati rimane una fonte di preoccupazione: elementi quali i modelli climatici, i punteggi relativi all’impatto sociale e i dati sulla catena di approvvigionamento non sono sempre strutturati secondo i sistemi finanziari convenzionali. Secondo il CFA Institute, il 63% dei professionisti del settore degli investimenti indica la qualità dei dati come la propria principale preoccupazione.
  • Metodologie contrastanti: la presenza di più agenzie di rating e di modelli di valutazione proprietari comporta che la stessa organizzazione possa essere valutata in modo diverso. Uno studio del MIT del 2022 ha rilevato una correlazione di appena 0,54 tra i rating non finanziari dei principali fornitori.
  • Requisiti normativi sempre più stringenti: tra SFDR, TCFD, gli obblighi di informativa sul clima della SEC e altre normative, i fondi sono costretti ad adeguare costantemente i propri processi di gestione dei dati non finanziari. Ciò comporta un aumento sia dei costi operativi che dei rischi di non conformità.

Perché i fondi multi-asset devono prestare attenzione

I fondi multi-asset coprono diverse classi di attività e regioni, pertanto l'integrazione dei dati non finanziari risulta ancora più complessa. Questi fondi devono raccogliere, verificare e integrare un'ampia gamma di informazioni – in parte qualitative, in parte quantitative – nel proprio processo decisionale di investimento.

Prendiamo ad esempio le obbligazioni infrastrutturali e societarie. Nel settore delle infrastrutture, i rischi climatici fisici sono fondamentali. Nel settore del reddito fisso, le controversie relative alla governance o alle questioni sociali possono influire direttamente sull'affidabilità creditizia. Per gestire questa situazione, i fondi hanno bisogno di un sistema in grado di elaborare e mettere in relazione dati non finanziari granulari provenienti da ambiti molto diversi tra loro.

Caso di studio: integrazione dei dati non finanziari in una società di gestione patrimoniale globale

Una società di gestione patrimoniale globale con oltre 75 miliardi di euro di patrimonio in gestione ha avviato un'iniziativa interna volta a migliorare la propria strategia in materia di dati non finanziari nell'ambito dei portafogli multi-asset. La società gestisce una vasta gamma di fondi, tra cui fondi azionari, obbligazionari e di asset reali, e ha dovuto far fronte a crescenti pressioni da parte dei clienti e delle autorità di regolamentazione affinché migliorasse la trasparenza della propria rendicontazione e le proprie prestazioni in materia di sostenibilità.

Per far fronte a questa sfida, l'azienda ha implementato un'infrastruttura dati centralizzata in grado di aggregare e armonizzare i dati provenienti dalle società partecipate, dai fornitori di dati ESG e dalle valutazioni interne sulla sostenibilità. Ha inoltre adottato strumenti di analisi degli scenari in linea con le raccomandazioni del TCFD e ha investito in flussi di lavoro automatizzati a supporto della conformità allo SFDR e alla tassonomia dell'UE.

Principali risultati ottenuti nell'arco di 18 mesi:

  • Aumento della copertura dei dati non finanziari nel proprio portafoglio dal 52% al 91%
  • Riduzione del 60% dei tempi di riconciliazione dei dati per i rapporti trimestrali
  • ha integrato indicatori relativi al clima e alla governance nei propri modelli di rischio di credito e azionario

Il successo è stato determinato dalla collaborazione interfunzionale tra i team dedicati alla sostenibilità, alla scienza dei dati e alla gestione dei rischi, nonché dall'attenzione rivolta allo sviluppo delle competenze interne piuttosto che al ricorso esclusivo a rating esterni.

Cosa funziona: strategie pratiche

  1. Chiarire i ruoli di governance: trattare i dati non finanziari alla stregua dei dati finanziari, assegnando le responsabilità, integrando i controlli e garantendo la supervisione da parte dei team di investimento, rischio e conformità.
  2. Adeguati ai principali modelli di riferimento. Atteniti a standard consolidati affinché i tuoi rendiconti siano trasparenti, comparabili e pronti per la revisione contabile.
  3. Rendilo concreto: inserisci i dati non finanziari nei tuoi modelli finanziari. Ad esempio, valuta il rischio climatico nei flussi di cassa attualizzati o integra gli indicatori chiave di prestazione (KPI) sociali negli stress test. Questo aiuta a collegare la performance non finanziaria ai rendimenti attesi.

Conclusione: la maturità dei dati equivale a un vantaggio strategico

I dati non finanziari non sono più solo una questione di spuntare caselle. Si tratta piuttosto di comprendere le reali implicazioni finanziarie e strategiche della sostenibilità, dell'etica e della resilienza operativa. Per i fondi multi-asset, ciò richiede di andare oltre iniziative frammentarie e sporadiche di raccolta dati, per passare a una strategia globale e basata sulla tecnologia.

Le aziende che considerano i dati non finanziari come una risorsa strategica e non solo come un obbligo di rendicontazione non solo soddisferanno le aspettative normative, ma otterranno risultati superiori alla media in un mercato in cui la sostenibilità e la responsabilità stanno diventando fattori fondamentali nell'allocazione del capitale.

In definitiva, i fondi che avranno successo in questo nuovo contesto saranno quelli che sapranno trasformare la complessità non finanziaria in chiarezza d'investimento e risultati misurabili.

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