Tutte le notizie

L'UE aggiorna il quadro tariffario dell'ESMA per gli amministratori di indici di riferimento che adottano indici di riferimento di paesi terzi

Notizie
Illustrazione di un grafico di riferimento con il simbolo dell'euro, che rappresenta gli aggiornamenti delle commissioni ESMA per gli amministratori di paesi terzi

La Commissione europea ha pubblicato un progetto di regolamento delegato che modifica il regolamento delegato (UE) 2022/805, proponendo nuove strutture tariffarie per la vigilanza sugli amministratori di indici di riferimento che approvano indici di riferimento di paesi terzi sotto la supervisione dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).

Contesto

Da gennaio 2022, l’ESMA esercita la vigilanza diretta su amministratori di indici di riferimento critici quali l’European Money Markets Institute (EURIBOR) e diversi amministratori riconosciuti di paesi terzi. A seguito dell’adozione del regolamento (UE) n. 2025/914, l’ambito di vigilanza dell’ESMA è stato esteso agli amministratori con sede nell’UE che approvano indici di riferimento provenienti da giurisdizioni extra-UE.

Il progetto di atto delegato stabilisce le modalità con cui l’ESMA applicherà le commissioni di vigilanza e di applicazione a questi nuovi soggetti, garantendo la coerenza tra tutte le categorie di amministratori di indici di riferimento sottoposti a vigilanza.

Disposizioni principali

  • Tasse di iscrizione:
    Gli amministratori di indici di riferimento che richiedono il riconoscimento, la registrazione, l’autorizzazione o l’approvazione di indici di riferimento di paesi terzi dovranno versare una tassa di 40.000 EUR per ogni domanda. Agli amministratori che richiedono l’approvazione di soli indici di riferimento non significativi si applicherà una tassa ridotta pari a 20.000 EUR.
  • Canoni annuali di vigilanza:
    • Gli amministratori degli indici di riferimento critici vedranno la loro quota annuale aumentare a 250.000–300.000 euro, a seconda che l'ESMA presieda o meno il collegio di vigilanza.
    • Amministratori riconosciuti di paesi terzi e Le autorità di regolamentazione dell'UE che approvano gli indici di riferimento di paesi terzi pagherà:
      • 150.000 euro per i primi due anni successivi alla registrazione o al riconoscimento;
      • Successivamente, una commissione annuale variabile calcolata in base al fatturato, con un importo minimo di 40.000 euro per coloro che forniscono benchmark significativi;
      • Un corrispettivo fisso di 20.000 euro per gli amministratori che forniscono o avallano esclusivamente indici di riferimento non significativi.
  • Base di calcolo:
    L'ESMA calcolerà i diritti di vigilanza in base ai ricavi generati dall'utilizzo degli indici di riferimento da parte dei soggetti vigilati nell'UE, compresi i ricavi provenienti da entità collegate appartenenti allo stesso gruppo, al fine di impedire l'elusione delle norme.
  • Misure transitorie:
    Gli amministratori già autorizzati o registrati dalle autorità nazionali prima del 31 dicembre 2025 saranno esentati dal pagamento delle nuove tasse di registrazione.
    Per i primi due anni di vigilanza da parte dell’ESMA (2026–2027) si applicherà una tassa forfettaria di 150.000 EUR, per poi passare a un sistema basato sul fatturato a partire dal 2028.

Proporzionalità e competitività

La Commissione sottolinea che i diritti di vigilanza non dovrebbero falsare la concorrenza tra le vie del riconoscimento e dell’approvazione per gli indici di riferimento dei paesi terzi. Tali diritti sono concepiti in modo da essere proporzionati alla rilevanza economica, con diritti fissi semplificati per gli indici di riferimento a basso impatto o legati al clima, quali gli indici di riferimento dell’UE per la transizione climatica e quelli allineati all’accordo di Parigi.

Prossimi passi

Il progetto di regolamento delegato, che in questa fase non ha ancora valore vincolante, è stato sottoposto al Gruppo di esperti del Comitato europeo dei valori mobiliari (EGESC) e pubblicato sul portale "Legiferare meglio" per un periodo di consultazione pubblica di quattro settimane. Una volta messo a punto e adottato, il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Conseguenze

Questo aggiornamento segna un ulteriore passo avanti verso un regime di vigilanza più integrato e armonizzato per gli indici di riferimento all'interno dell'UE, allineando la vigilanza sugli amministratori nazionali e di paesi terzi sotto l'egida dell'ESMA. Rafforza inoltre l'approccio dell'UE in materia di integrità e trasparenza dei mercati, alla luce delle riforme globali relative agli indici di riferimento e delle crescenti dipendenze transfrontaliere in materia di dati.

Notizie correlate