Stimatore dell’impatto fiscale della decarbonizzazione
La decarbonizzazione non è più un obiettivo politico lontano: è una realtà fiscale a breve termine. Mentre i governi dell’area OCSE si impegnano a raggiungere obiettivi net zero, capire come il cambiamento climatico e la transizione energetica trasformeranno i bilanci pubblici è diventato urgente. Il gettito delle imposte sui combustibili fossili è in calo. La spesa per l’adattamento climatico e il sostegno alla transizione è in aumento. E gli impatti macroeconomici del riscaldamento aggravano queste pressioni.
Per rispondere a questa esigenza, l’OCSE ha sviluppato lo strumento EDISON (Environmental and Decarbonisation Impact Scenarios On National budgets), un framework analitico per stimare le conseguenze fiscali degli scenari climatici. Qui sotto trovi una versione gratuita e interattiva di questa metodologia, pensata per permettere a professionisti della finanza, team di sostenibilità e decisori pubblici di esplorare i compromessi fiscali della decarbonizzazione in un formato semplificato e accessibile.
Questo strumento si basa sul framework di green budgeting dell’OCSE e modella i principali canali fiscali interessati dalla transizione climatica. Usalo per capire la direzione e la portata degli impatti sulle finanze pubbliche del tuo paese, dal minor gettito delle imposte sui carburanti ai costi dei danni evitati in diversi scenari di policy.
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Come il framework OECD-EDISON modella gli impatti fiscali
Lo strumento OECD-EDISON valuta la sostenibilità fiscale attraverso cinque moduli interconnessi. Parte da ipotesi macroeconomiche di base, cioè previsioni standard di crescita e prezzi che non includono ancora gli effetti del clima. A queste si sovrappongono le proiezioni dei danni climatici in base agli scenari di riscaldamento selezionati, seguite dai dati sulle traiettorie delle emissioni che determinano l’evoluzione dei consumi di carburanti ed energia.
Il quarto modulo riguarda le politiche di transizione: è qui che emergono i veri compromessi fiscali. Gli utenti indicano l’attuale struttura fiscale e stimano la spesa necessaria per sostenere la decarbonizzazione, dalla riqualificazione degli edifici agli incentivi per i veicoli elettrici fino al sostegno ai settori industriali. Infine, lo strumento combina questi dati per stimare come cambieranno il saldo di bilancio, le entrate e la spesa pubblica in ciascuno scenario. In Generation Impact Global aiutiamo le istituzioni finanziarie a rendere operativa proprio questo tipo di analisi di scenario attraverso flussi di lavoro strutturati per la gestione dei dati ESG.
I principali canali fiscali interessati dalla decarbonizzazione
Lo strumento individua sette canali distinti attraverso cui il cambiamento climatico e la decarbonizzazione incidono sulle finanze pubbliche. Comprendere questi canali è essenziale per gli investitori che svolgono valutazioni del rischio climatico e per i team di sostenibilità che rendicontano secondo framework come TCFD/ISSB e SFDR.
Freno macroeconomico dovuto al riscaldamento.
L’aumento delle temperature riduce la produttività del lavoro, accresce i costi sanitari legati al caldo e danneggia le infrastrutture. La funzione di danno mediana dell’OCSE, basata su Howard e Sterner (2017), prevede perdite di produzione globale di circa il 9% entro il 2100 in uno scenario di riscaldamento di 2.5°C. Le stime di danno più elevate di Bilal e Känzig (2024) portano questa cifra al 36%. Questi impatti sul PIL riducono direttamente la capacità di gettito dello Stato.
Calo delle entrate dai combustibili fossili.
Man mano che le economie abbandonano benzina, gasolio e carbone, le accise, le carbon tax e il gettito IVA su questi combustibili diminuiscono in modo significativo. In molti paesi OCSE queste entrate rappresentano il 2–4% del PIL. Senza un adeguamento attivo della politica fiscale, si crea un divario fiscale strutturale.
Costi dei danni da eventi meteorologici estremi.
Alluvioni, tempeste, incendi boschivi, siccità e temperature estreme comportano costi fiscali diretti, dalla riparazione delle infrastrutture agli aiuti d’emergenza e ai risarcimenti alle famiglie. Lo strumento dell’OCSE usa il database EM-DAT per stimare le medie storiche dei danni per ciascun paese, poi le proietta nel futuro con i moltiplicatori di rischio dell’IPCC.
Spesa per adattamento e difesa.
I governi devono investire in difese dalle alluvioni, messa in sicurezza delle infrastrutture, protezione delle coste e sistemi di allerta precoce. Questi costi aumentano negli scenari di riscaldamento più elevati, ma possono compensare in parte i costi dei danni futuri.
Spesa a sostegno della transizione.
Il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio richiede investimenti pubblici in riqualificazione degli edifici, incentivi per i veicoli elettrici, sostegno alla decarbonizzazione dei settori e R&S verde. L’Office for Budget Responsibility del Regno Unito (2021) ha stimato questi costi in circa l’1–2% del PIL all’anno.
Costi del mancato raggiungimento degli obiettivi climatici.
Per gli Stati membri dell’UE, il mancato rispetto degli obiettivi vincolanti di emissione previsti dal regolamento sulla condivisione degli sforzi può comportare costi di conformità significativi. Questi sono modellati come differenza tra le emissioni previste e le assegnazioni vincolanti, moltiplicata per un prezzo del carbonio ipotizzato.
Benefici e costi per la salute.
La riduzione dell’inquinamento atmosferico grazie al minor uso di combustibili fossili genera risparmi per la sanità. Al contrario, le temperature più elevate aumentano lo stress da calore, le malattie respiratorie e altri oneri sanitari legati al clima. Lo strumento modella entrambi i canali sulla base di stime dell’OCSE e della letteratura accademica.
Modella l’esposizione fiscale pubblica su otto canali per 38 paesi OCSE: effetti del clima sulla crescita, danni meteorologici, costi di difesa, politiche di transizione, obiettivi mancati e impatti sulla salute.
| Paese | Imposte fossili % PIL | PIL (USD tn) |
|---|
Nota metodologica: questo stimatore si ispira al framework analitico alla base dello strumento OECD EDISON (Environmental and Decarbonisation Impact Simulations On National budgets). Per la metodologia completa e lo strumento originale in Excel, consulta la OECD EDISON Technical Guidance (PDF). Tutta la proprietà intellettuale relativa al framework OECD EDISON appartiene all’OCSE. Questo strumento usa moltiplicatori indipendenti e semplificati a scopo illustrativo e non riproduce la metodologia né i dati proprietari dell’OCSE. I risultati sono solo indicativi e non devono essere usati come base per decisioni di investimento o di politica pubblica. Nessun dato viene trasmesso: tutti i calcoli vengono eseguiti nel tuo browser.
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IscrivitiPerché è importante per le istituzioni finanziarie
Il rischio fiscale climatico non si limita ai bilanci pubblici. Si riflette direttamente nelle valutazioni del merito di credito sovrano, nei rendimenti obbligazionari e nei profili di rischio degli attivi detenuti dagli investitori istituzionali. Quando un governo deve affrontare un divario fiscale strutturale dovuto al calo delle entrate dai combustibili fossili, o deve finanziare una spesa di adattamento su larga scala, queste pressioni incidono sul contesto d’investimento nel suo complesso.
Per i gestori patrimoniali che rendicontano secondo CSRD/ESRS e SFDR, capire come gli scenari fiscali della decarbonizzazione si traducono in fattori di rischio di transizione è sempre più rilevante. La metodologia OECD-EDISON offre un modo strutturato per valutare queste dinamiche: è proprio il tipo di framework analitico su cui si fonda una solida gestione dei dati di sostenibilità.
Domande frequenti
Cos’è lo strumento OECD-EDISON?
Lo strumento OECD-EDISON (Environmental and Decarbonisation Impact Scenarios On National budgets) è un framework analitico sviluppato dall’OCSE per aiutare le istituzioni a calcolare gli impatti fiscali di lungo periodo del cambiamento climatico e della decarbonizzazione. Modella come cambiano le entrate pubbliche, la spesa e il saldo complessivo di bilancio in diversi scenari di riscaldamento e di policy.
Quali scenari climatici supporta lo strumento?
Lo strumento comprende sei scenari dell’OCSE. Due sono scenari business-as-usual (BAU1 e BAU2) che ipotizzano un riscaldamento di 2.5°C, rispettivamente con funzioni di danno mediana e alta. Quattro sono scenari di transizione energetica (ET1–ET4) che limitano il riscaldamento a 1.6°C e variano per velocità e costo della transizione e per la funzione di danno utilizzata.
Come vengono stimati i danni da eventi meteorologici estremi?
I dati storici sui danni provengono dal database EM-DAT gestito dal Centre for Research on the Epidemiology of Disasters. Lo strumento usa le medie per paese del periodo 2000–2024, poi stima come cambierà la frequenza degli eventi con i moltiplicatori di rischio del Sesto rapporto di valutazione dell’IPCC (Seneviratne et al., 2023).
Posso usare questo calcolatore per un’analisi formale della sostenibilità fiscale?
Questa versione interattiva è un’illustrazione semplificata della metodologia OECD-EDISON, pensata per aiutare a capire la direzione e la portata degli impatti fiscali. Per un’analisi formale che richiede dati dettagliati per paese su consumi di carburanti, strutture fiscali, parco veicoli e sostegno settoriale, è necessario usare lo strumento completo OECD-EDISON in formato foglio di calcolo.
In quali paesi è stato applicato lo strumento OECD-EDISON?
Lo strumento è stato applicato nel Regno Unito, nei Paesi Bassi e in Lussemburgo, e diversi altri paesi OCSE stanno preparando risultati da pubblicare. La metodologia è concepita come un framework comune applicabile a tutti i 38 paesi membri dell’OCSE.
