L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ha pubblicato il secondo rapporto di monitoraggio dei rischi del 2026, avvertendo che l’ottimismo sui settori tecnologici nasconde rischi economici e geopolitici di fondo nei mercati finanziari dell’UE.
Valutazioni di mercato scollegate dai rischi macroeconomici
L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ha pubblicato il secondo rapporto di monitoraggio dei rischi del 2026, evidenziando vulnerabilità persistenti nei mercati finanziari dell’Unione europea. Nonostante la rapida ripresa dei prezzi delle attività, le alte valutazioni del settore tecnologico e le tensioni geopolitiche continuano a mettere alla prova la resilienza dei mercati, in una fase di inflazione persistente e crescita economica più debole.
I buoni risultati dei settori della tecnologia e dell’intelligenza artificiale hanno alimentato l’ottimismo degli investitori e sostenuto le valutazioni. L’autorità sottolinea però che il crescente scollamento tra il peggioramento del quadro macroeconomico e le valutazioni elevate aumenta la probabilità di correzioni improvvise qualora i rischi economici si concretizzassero.
Reddito fisso, infrastrutture di mercato e rischi operativi
Sui mercati obbligazionari, nel primo semestre 2026 i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti e gli spread creditizi si sono ampliati per i timori sulle condizioni di finanziamento, nonostante indicatori di qualità del credito stabili in tutta l’Unione europea. I mercati azionari hanno registrato forti cali dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, per poi tornare ai livelli precedenti o superarli.
Le principali infrastrutture di mercato hanno funzionato efficacemente nelle recenti fasi di tensione, con le controparti centrali che hanno gestito senza interruzioni la volatilità degli scambi sull’energia. All’inizio di aprile, tuttavia, i sistemi di regolamento hanno registrato un breve aumento delle transazioni non andate a buon fine in diverse classi di attività. Anche il quadro dei rischi operativi sta cambiando per effetto dei rapidi sviluppi dell’intelligenza artificiale di frontiera e dei rischi informatici connessi.
Finanziamento delle imprese, sentiment ESG e adozione tecnologica
La raccolta di capitali tramite offerte pubbliche iniziali nell’Unione europea è rimasta contenuta, mentre le emissioni di obbligazioni societarie hanno mantenuto un ritmo sostenuto nonostante i crescenti rischi di rifinanziamento. Il coinvolgimento degli investitori retail continua a essere influenzato dalle piattaforme digitali, dove l’esposizione ai social media e le funzionalità di gamification possono favorire decisioni d’investimento impulsive.
Nella finanza sostenibile, le tensioni sulle politiche climatiche globali e le preoccupazioni per la sicurezza energetica hanno pesato sul sentiment generale. I fondi ESG hanno comunque mostrato risultati contrastanti, con i fondi dedicati alle energie rinnovabili e alla transizione che hanno continuato ad attirare afflussi di capitale. Nel frattempo sono cresciuti gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e nel 2025 i finanziamenti globali alle startup del calcolo quantistico hanno raggiunto livelli record.
Domande frequenti
Quali sono i principali rischi evidenziati dall’ESMA nel secondo rapporto del 2026?
L’ESMA ha indicato le valutazioni tecnologiche elevate, le tensioni geopolitiche, l’inflazione persistente e la crescita economica più debole come i fattori principali che mettono alla prova la resilienza dei mercati finanziari dell’UE.
Come sono andati i fondi ESG nel primo semestre 2026 secondo l’ESMA?
Le tensioni sulle politiche climatiche globali hanno pesato sul sentiment ESG in generale, ma i fondi dedicati alle energie rinnovabili e alla transizione hanno continuato ad attirare afflussi di capitale.



