Nel febbraio 2026 l’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) ha pubblicato la propria risposta ufficiale alle revisioni proposte della Scope 2 Guidance del Greenhouse Gas Protocol (GHG Protocol).
L’EFRAG sostiene il miglioramento della contabilizzazione dello Scope 2, ma chiede un approccio all’attuazione equilibrato, proporzionato ed economicamente sostenibile.
Questo articolo riassume le principali posizioni tecniche dell’EFRAG e illustra le possibili implicazioni per la rendicontazione di sostenibilità in Europa e nel mondo.
La Scope 2 Guidance del GHG Protocol stabilisce come le organizzazioni contabilizzano le emissioni indirette di gas a effetto serra derivanti dall’acquisto di elettricità, vapore, calore e raffreddamento.
Dal 2015 le imprese sono tenute a comunicare le emissioni Scope 2 con due metodi paralleli:
- Metodo location-based (LBM) : basato sui fattori di emissione medi della rete.
- Metodo market-based (MBM) : basato su strumenti contrattuali come i certificati di energia rinnovabile.
La consultazione pubblica 2025–2026 propone revisioni volte a migliorare:
- la comparabilità
- l’integrità ambientale
- l’allineamento ai quadri normativi
- l’accuratezza temporale e geografica della contabilizzazione dell’elettricità
Poiché la rendicontazione dello Scope 2 è integrata nella normativa europea sulla rendicontazione e richiamata dalla Commissione european, qualsiasi modifica metodologica ha conseguenze normative dirette.
La posizione generale dell’EFRAG
Nel proprio Position Paper l’EFRAG sostiene i miglioramenti, ma sottolinea alcuni principi fondamentali:
- Proporzionalità : gli obblighi di rendicontazione non devono imporre oneri amministrativi o finanziari sproporzionati.
- Fattibilità operativa : le modifiche proposte devono tenere conto della struttura reale dei mercati dell’elettricità.
- Chiarezza redazionale : l’EFRAG chiede testi di modifica concreti anziché proposte concettuali di alto livello.
- Tempi di consultazione adeguati : dato l’impatto normativo, i periodi di consultazione devono consentire un coinvolgimento effettivo degli stakeholder.
- Coerenza tra quadri di riferimento : l’allineamento con gli European Sustainability Reporting Standards è essenziale.
L’EFRAG sottolinea che il GHG Protocol funziona sempre più come riferimento contabile globale di fatto, che influenza sia la rendicontazione volontaria sia quella obbligatoria.
Le principali questioni tecniche sollevate
1. Ridefinizione dei confini dello Scope 2
L’EFRAG si chiede come verrebbero rese operative nuove definizioni come “fisicamente collegato alla catena del valore”. Servirebbero criteri tecnici chiari per evitare applicazioni incoerenti tra le diverse giurisdizioni.
2. Gerarchia del metodo location-based
La consultazione propone un approccio gerarchico più rigoroso per la scelta dei fattori di emissione. L’EFRAG avverte che renderlo obbligatorio potrebbe:
- aumentare la complessità della raccolta dati
- accrescere i costi di conformità
- offrire un’utilità aggiuntiva limitata ai fini decisionali
Secondo l’EFRAG, una maggiore granularità può essere opportuna, ma non dovrebbe diventare automaticamente obbligatoria in tutti i casi.
3. Metodo market-based e abbinamento orario
Una delle proposte più discusse riguarda un abbinamento temporale più stretto tra produzione e consumo di elettricità, compresi possibili requisiti di abbinamento su base oraria.
L’EFRAG riconosce le ragioni ambientali, ma avverte che un obbligo immediato di abbinamento orario potrebbe:
- destabilizzare i mercati dei certificati di energia rinnovabile
- ridurre la flessibilità per gli acquirenti di elettricità
- creare notevoli difficoltà di attuazione
L’EFRAG suggerisce quindi un’introduzione graduale o facoltativa.
4. Disponibilità dei dati e diversità dei mercati
I mercati dell’elettricità, nell’UE e nel mondo, differiscono notevolmente per trasparenza e infrastrutture. L’EFRAG evidenzia che:
- fattori di emissione granulari non sono disponibili ovunque
- le entità più piccole potrebbero dover sostenere oneri sproporzionati
- una soluzione unica per tutti rischia di compromettere l’efficienza dei costi
4 questioni tecniche critiche
L’EFRAG ha formulato obiezioni tecniche specifiche alle proposte della consultazione pubblica 2025–2026 sulla revisione dello Scope 2.
Implicazioni per la rendicontazione di sostenibilità europea
Poiché la metodologia del GHG Protocol è integrata nei quadri di rendicontazione europei, le modifiche alla Scope 2 Guidance potrebbero incidere direttamente su:
- strategie aziendali di decarbonizzazione
- pianificazione della transizione
- informative finanziarie legate al clima
- metriche climatiche della rendicontazione ESRS
Per questo l’EFRAG sottolinea la necessità di allineare gli standard volontari e i requisiti normativi.
Eventuali divergenze potrebbero creare confusione per redattori, revisori e autorità di vigilanza.
Che cosa succede ora?
Il GHG Protocol analizzerà tutte le risposte alla consultazione prima di finalizzare la Scope 2 Guidance rivista.
L’EFRAG raccomanda:
- un dialogo continuo con gli stakeholder
- test pratici sul campo
- un’introduzione graduale e ponderata delle modifiche metodologiche
L’esito finale influenzerà la contabilizzazione dei gas a effetto serra a livello globale e determinerà per molti anni il modo in cui le organizzazioni misurano e rendicontano le emissioni legate all’elettricità acquistata.



