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La Theory of Change nella misurazione dell’impatto: definizione, struttura e differenze rispetto ad altri quadri

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Sentiero di pietra strutturato che attraversa un paesaggio naturale verso l'orizzonte e rappresenta un percorso causale definito verso l'impatto di lungo periodo

Introduzione

La misurazione dell’impatto è diventata un obbligo centrale per le istituzioni finanziarie che operano in quadri normativi in evoluzione, tra cui il regolamento UE sull’informativa di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR), i Sustainability Disclosure Requirements (SDR) del Regno Unito e gli orientamenti dell’International Sustainability Standards Board (ISSB). In questo contesto, la Theory of Change (ToC) è uno degli strumenti strutturalmente più rigorosi a disposizione di gestori patrimoniali e professionisti ESG che vogliono dimostrare, monitorare e verificare un impatto reale.

Eppure la Theory of Change viene spesso confusa con quadri affini, come i modelli logici, le tassonomie d’impatto e i quadri dei risultati. Questo articolo definisce con precisione la Theory of Change, ne spiega il ruolo in un sistema credibile di misurazione dell’impatto e la distingue dalle alternative più diffuse.

Definizione: che cos’è una Theory of Change?

Una Theory of Change è un modello causale strutturato che descrive il percorso attraverso cui un intervento specifico, come un investimento, un programma o una politica, dovrebbe produrre un cambiamento significativo e attribuibile in una popolazione o in un sistema definiti.

Mappa il rapporto logico e probatorio tra:

  • Input (risorse impiegate: capitale, competenze, tempo)
  • Attività (azioni svolte con tali risorse)
  • Output (prodotti diretti e misurabili delle attività)
  • Outcome (cambiamenti a breve e medio termine in comportamenti, condizioni o capacità)
  • Impatto (cambiamento sistemico di lungo periodo, al netto di ciò che sarebbe avvenuto comunque, cioè del controfattuale)

Una Theory of Change credibile non è una descrizione narrativa. È un’ipotesi verificabile che esplicita le ipotesi, individua i fattori esternie si impegna su indicatori che consentono una verifica a ogni passaggio causale.

Principio chiave: Una Theory of Change deve essere falsificabile. Se la logica causale non può essere messa alla prova con le evidenze, non si tratta di una Theory of Change, ma di una dichiarazione d’intenti.

La struttura di una Theory of Change

1. Definizione del problema

La ToC parte da un problema definito con precisione e fondato su evidenze, che può basarsi su ricerche sottoposte a revisione paritaria, dati delle autorità o diagnosi di settore. Formulazioni vaghe come “affrontare il cambiamento climatico” non bastano. Una ToC credibile individua una lacuna specifica e misurabile.

Esempio: “I piccoli agricoltori dell’Africa subsahariana non hanno accesso a un’assicurazione sui raccolti indicizzata alle condizioni meteorologiche, con una perdita media di reddito del 23% a seguito di eventi climatici avversi (Banca mondiale, 2022).”

2. Ipotesi

Le ipotesi sono le condizioni che devono verificarsi perché la catena causale funzioni. Vengono esplicitate in modo da poterle monitorare e, se necessario, rivedere. Tra le ipotesi più comuni figurano la stabilità delle politiche, il coinvolgimento dei beneficiari e le condizioni di mercato.

3. Il percorso causale

È la catena logica che collega gli input all’impatto. Ogni anello deve essere supportato da evidenze, che provengano da ricerche precedenti, dati di progetti pilota o parametri di riferimento settoriali. La correlazione non basta: occorre specificare il meccanismo causale.

4. Indicatori e punti di misurazione

Per ogni fase del percorso causale, la ToC specifica che cosa verrà misurato, come e da chi. Gli indicatori dovrebbero essere SMART (specifici, misurabili, raggiungibili, pertinenti e definiti nel tempo) e, ove possibile, allineati a quadri riconosciuti come il catalogo di metriche IRIS+ (gestito dal Global Impact Investing Network, GIIN) o gli indicatori degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.

5. Controfattuale e attribuzione

La ToC deve tenere conto di ciò che sarebbe accaduto in assenza dell’intervento, ossia del controfattuale. L’analisi di attribuzione distingue il cambiamento causato dall’intervento da quello dovuto a fattori esterni.

In cosa una Theory of Change si differenzia da altri quadri di misurazione dell’impatto

La terminologia della misurazione dell’impatto non è uniforme nel settore, e questo crea notevole confusione tra gestori di fondi e team ESG. La tabella seguente propone un confronto strutturato.

Theory of Change e modello logico

DimensioneTheory of ChangeModello logico
FinalitàSpiega perché e come avverrà il cambiamentoDescrive che cosa accadrà sul piano operativo
Ragionamento causaleIpotesi causali esplicite, con relative assunzioniMappatura lineare input-output
IpotesiEsplicitate e monitorateDi solito implicite o assenti
Base di evidenzeFondata su ricerche ed evidenze precedentiSpesso centrata sulla pianificazione
ControfattualeCentrale nel modelloIn genere non considerato
Ambito d’usoStrategico, rivolto agli investitori, informativa regolamentareGestione dei programmi, pianificazione operativa

Il modello logico è un utile strumento operativo, ma non sostituisce una Theory of Change, perché non spiega perché reggono i nessi causali.

Theory of Change
Il percorso causale verso l’impatto
💰
Input
Risorse impiegate: capitale, competenze e tempo destinati all’intervento.
es. linea di credito da 10 milioni di dollari a un istituto di microfinanza
⚙️
Attività
Azioni svolte con tali risorse per avviare il cambiamento.
es. emissione di polizze assicurative sui raccolti per piccoli agricoltori
📦
Output
Prodotti diretti e misurabili delle attività, quantificabili e osservabili.
es. 4.200 polizze emesse; 12 regioni coperte
🌱
Outcome
Cambiamenti a breve e medio termine in comportamenti, condizioni o capacità.
es. minore perdita di reddito dopo eventi climatici avversi
🎯
Impatto
Cambiamento sistemico di lungo periodo, al netto di ciò che sarebbe avvenuto comunque.
es. resilienza duratura per 4.200 famiglie di agricoltori
⚠️
Principio chiave: Una Theory of Change deve essere falsificabile. Ogni nesso causale deve essere supportato da ricerche precedenti, dati di progetti pilota o parametri di riferimento settoriali. Se la logica non può essere messa alla prova con le evidenze, si tratta di una dichiarazione d’intenti e non di una Theory of Change.

Theory of Change, rating ESG e sistemi di punteggio

I rating ESG elaborati da fornitori come MSCI, Sustainalytics o ISS valutano come un’impresa gestisce i rischi ambientali, sociali e di governance. Sono valutazioni retrospettive, a livello di impresa, dell’esposizione ai rischi e della conformità dei processi.

La Theory of Change, invece, guarda al futuro ed è orientata ai risultati. Non valuta se un’impresa gestisce adeguatamente i rischi ESG: specifica il meccanismo con cui un investimento genererà un cambiamento positivo e misurabile per un gruppo di beneficiari definito.

Distinzione fondamentale: Un punteggio ESG elevato non implica una Theory of Change credibile. Gestione dei rischi ESG e generazione di impatto sono concetti distinti, con metodologie di misurazione distinte.

Theory of Change e indicatori dei principali effetti negativi (PAI) dell’SFDR

Il quadro PAI dell’SFDR (regolamento (UE) 2019/2088, regolamento delegato (UE) 2022/1288) impone ai partecipanti ai mercati finanziari di comunicare i principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità. Gli indicatori PAI sono uno standard minimo di informativa, centrato sull’evitare danni e sulla rendicontazione delle esternalità negative.

Una Theory of Change risponde a una domanda sostanzialmente diversa: non quale danno si sta evitando, ma quale cambiamento positivo si sta generando, con quale meccanismo e con quali evidenze.

La conformità ai PAI è una soglia minima regolamentare. Una Theory of Change è uno strumento strategico per dimostrare un impatto intenzionale e attribuibile, una distinzione sempre più rilevante per la classificazione dei prodotti ex articolo 9 SFDR e per la futura categoria di fondi con etichetta “impact” prevista dall’SDR britannico.

Theory of Change e tassonomie d’impatto (ad es. la Tassonomia UE delle attività sostenibili)

Il regolamento sulla Tassonomia UE (regolamento (UE) 2020/852) definisce un sistema di classificazione delle attività economiche ecosostenibili. Stabilisce se un’attività si qualifica come sostenibile in base a criteri di vaglio tecnico definiti. Non misura quanto impatto positivo generi un’attività, per chi o attraverso quale meccanismo causale.

Una Theory of Change integra l’allineamento alla tassonomia fornendo l’architettura causale che sta sotto una classificazione: spiega non solo che un’attività si qualifica, ma come e perché dovrebbe generare un cambiamento.

Theory of Change e quadri dei risultati

I quadri dei risultati, molto usati dalle istituzioni finanziarie per lo sviluppo (DFI) e dalle banche multilaterali di sviluppo (MDB), organizzano gli indicatori lungo una catena dei risultati (input, output, outcome, impatto). Sono strumenti di monitoraggio pensati per seguire le prestazioni rispetto a obiettivi predefiniti.

Una Theory of Change precede un quadro dei risultati: fornisce la logica causale da cui derivano gli indicatori. Un quadro dei risultati senza una Theory of Change alla base rischia di misurare le cose sbagliate, oppure di misurare gli output senza capire se stanno producendo gli outcome attesi.

Perché la Theory of Change conta per le istituzioni finanziarie dal 2026 in poi

La convergenza normativa tra UE, Regno Unito e giurisdizioni internazionali sta aumentando il controllo sulla fondatezza delle dichiarazioni d’impatto. Tra gli sviluppi principali:

  • Il European Securities and Markets Authority (ESMA) orientamenti sulle denominazioni dei fondi che usano termini ESG o legati alla sostenibilità (in vigore da maggio 2024 per i nuovi fondi), che impongono ai fondi di detenere l’80% degli attivi in linea con le proprie caratteristiche di sostenibilità.
  • Il SDR britannico della FCA (PS23/16), che introduce specifici requisiti di informativa e di etichettatura per i fondi che usano il termine “impact” nella propria classificazione, richiedendo una Theory of Change chiara e credibile come parte dello standard di comprova.
  • Il Standard IFRS S1 e S2 dell’ISSB, che rafforzano il legame tra valore d’impresa e informativa di sostenibilità e accrescono la domanda di un ragionamento causale strutturato nelle comunicazioni agli investitori.

In questo contesto, per i fondi che rivendicano un impatto la Theory of Change non è facoltativa. È la spina dorsale probatoria su cui si valutano sempre più spesso la conformità normativa, la due diligence degli investitori e la verifica di terza parte.


Sintesi

QuadroFunzione principaleControfattualeLogica causaleUso regolamentare
Theory of ChangeModello causale dell’impattoSìEsplicitaSDR, art. 9 SFDR, standard delle DFI
Modello logicoPianificazione operativaNoSolo lineareGestione dei programmi
Rating ESGValutazione del rischioNoNessunaStewardship, screening
Indicatori PAIInformativa per evitare danniNoNessunaInformativa obbligatoria SFDR
Tassonomia UEClassificazione delle attivitàNoNessunaSFDR, standard UE per le obbligazioni verdi
Quadro dei risultatiMonitoraggio delle prestazioniA volteDerivata dalla ToCRendicontazione DFI/MDB

Domande frequenti

La Theory of Change è un obbligo normativo?

Quanto deve essere dettagliata una Theory of Change?

Un singolo fondo può avere più Theory of Change?

Che rapporto c’è tra Theory of Change e due diligence d’impatto?

Qual è la differenza tra tesi d’impatto e Theory of Change?

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