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Le sfide della misurazione dell’impatto: cosa rivela lo SSF Spotlight paper

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Infrastruttura digitale e flussi di dati che rappresentano la misurazione degli investimenti a impatto in un contesto finanziario svizzero.

Solo in Svizzera, l’impact investing rappresenta oggi CHF 228 miliardi di patrimonio gestito. Eppure sul settore pesa una domanda ricorrente: gli investitori riescono davvero a dimostrare i risultati che dichiarano di ottenere? Un nuovo rapporto di Swiss Sustainable Finance offre alcune delle prove più chiare finora che, per la maggior parte di loro, la risposta è: non ancora.

La credibilità dell’impact investing si fonda sulla capacità di sostenere le proprie affermazioni con prove solide, utili alle decisioni e trasparenti.

Pubblicato a febbraio 2026 nella serie SSF Spotlight, How much change? Addressing Challenges for Investors in Measuring Impact si basa sul confronto con 15 professionisti provenienti da mercati privati, azioni quotate e fornitori di dati. Il paper, sviluppato in collaborazione con la Swiss Platform for Impact Investing (SPII), analizza dove la misurazione dell’impatto funziona, dove non è all’altezza e quali strumenti e processi possono aiutare a colmare il divario.

Anna Shpak, CEO di Generation Impact Global, ha partecipato al focus group da cui è nato il paper, portando la prospettiva dell’infrastruttura tecnologica in un dibattito spesso dominato da quadri di riferimento e regolamentazione. Il risultato è un rapporto insolitamente franco sulle realtà operative.

Quanto è ampio il divario di misurazione

Lo SSF Swiss Sustainable Investment Market Study 2025 ha rilevato che il 45% dei gestori patrimoniali e il 44% degli investitori istituzionali misura l’impatto con un qualche quadro interno o esterno. Gli strumenti più citati sono i Principles for Responsible Investment, l’SFDR e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: nessuno dei quali è stato pensato specificamente per l’impact investing. Quadri nati appositamente, come IRIS+ e le Five Dimensions of Impact, restano relativamente poco usati nella comunità degli investitori in senso ampio.

CHF 228 mld
Patrimonio gestito in Svizzera con approccio di impact investing (2025)
45%
Gestori patrimoniali che misurano l’impatto con un quadro di riferimento
15
Professionisti consultati tra mercati privati e azioni quotate

Questi dati rivelano un problema più profondo. L’adozione dei quadri è frammentata e la maggior parte delle istituzioni costruisce sistemi di misurazione proprietari in modo isolato. Il paper la indica come una debolezza strutturale: la personalizzazione offre flessibilità, ma crea anche un settore in cui il confronto tra fondi, classi di attivi e aree geografiche è estremamente difficile.

Quattro categorie di sfide

Il rapporto raggruppa gli ostacoli che gli impact investor devono affrontare in quattro temi generali, trasversali alle classi di attivi. Nel private equity e nel private debt, il rapporto stretto tra investitore e partecipata dovrebbe, in teoria, facilitare la misurazione. In pratica restano rilevanti le difficoltà nel predisporre i sistemi di misurazione, nel ricevere dati accurati da società in portafoglio con contesti culturali e digitali diversi e nell’aggregare i risultati di fondi con temi molto diversi. Il rapporto osserva che alcuni KPI possono richiedere più tempo di altri per essere misurati e che le differenze culturali tra chi progetta i sistemi di raccolta dati e chi li compila possono introdurre errori sottili ma sostanziali.

Nelle azioni quotate gli investitori detengono quote di minoranza e non possono influire direttamente su ciò che le imprese misurano o su come lo rendicontano. Il paper propone un’utile distinzione tra impatto dell’impresa (i risultati generati da un’impresa attraverso i suoi prodotti e servizi) e impatto dell’investitore (i risultati attribuibili ad azioni dell’investitore come engagement e allocazione del capitale). Dimostrare con rigore quest’ultimo resta uno dei problemi più difficili del settore.

I fornitori di dati, dal canto loro, affrontano dilemmi propri. Stabilire che cosa costituisca l’“impatto” di un’impresa richiede giudizi soggettivi sui confini della catena del valore, sul peso dei risultati positivi rispetto a quelli negativi e sulla scelta tra metriche assolute e relative. Il paper segnala una crescente preoccupazione per i rating ESG generati dall’IA a partire dalla raccolta automatica di dati dal web, contrapponendoli alle valutazioni condotte da analisti, che prevedono più livelli di controllo qualità.

Che cosa fanno davvero i professionisti

Il paper presenta cinque casi di studio di gestori patrimoniali attivi su classi di attivi, aree geografiche e priorità tematiche diverse. Da questi esempi non emerge un quadro di modelli teorici applicati in modo ordinato, ma piuttosto istituzioni che improvvisano soluzioni pragmatiche a problemi di misurazione persistenti.

BlueOrchard, ad esempio, usa un quadro proprietario, B.Impact, per la sua strategia su genere, diversità e inclusione in America Latina. Il fondo raccoglie i dati direttamente dalle istituzioni finanziarie a cui presta, ma si scontra con un problema ricorrente: alcuni dati, come l’identificazione dei clienti indigeni tra i mutuatari, possono non essere raccolti affatto dalle partecipate all’inizio dell’investimento. Tra le soluzioni adottate c’è l’uso di indicatori sostitutivi, ad esempio la lingua preferita del mutuatario come indicatore dell’identità indigena. Questo tipo di improvvisazione operativa è comune in tutto il settore e mostra quanto la pratica reale si discosti dalle tassonomie ordinate della documentazione dei quadri di riferimento.

ResponsAbility, che gestisce oltre 60 società in portafoglio in 30 paesi in via di sviluppo, raccoglie ogni anno circa 50 indicatori di impatto e integra i dati storici di confronto direttamente nei propri modelli di rendicontazione. Quando il valore dell’anno in corso si discosta da quello dell’anno precedente oltre una soglia definita, il sistema lo segnala automaticamente per una verifica. È proprio questo tipo di logica di validazione automatica a distinguere i sistemi maturi di misurazione dell’impatto dai processi di raccolta dati manuali.

Vontobel, attiva nelle azioni quotate, monitora l’impatto attraverso sei pilastri ambientali e usa un’analisi di purezza basata sui ricavi per quantificare quanto le attività di un’impresa siano allineate a soluzioni ambientali. L’approccio mostra come gli investitori in azioni quotate debbano costruire metodologie di attribuzione proprie, perché il legame tra possesso di azioni e risultati nel mondo reale è per natura indiretto.

Dove la tecnologia incontra il problema della misurazione

Il nostro punto di vista

Il paper di SSF conferma ciò che osserviamo tra i nostri clienti: i maggiori ostacoli a una misurazione credibile dell’impatto sono operativi, non concettuali. Gli investitori conoscono le Five Dimensions of Impact. Sanno che cos’è IRIS+. Ciò che manca loro è l’infrastruttura digitale per raccogliere dati strutturati dalle società in portafoglio, validarli rispetto alle serie storiche, aggregarli tra fondi con prospettive tematiche diverse e rendicontarli in un formato che soddisfi sia le autorità di vigilanza sia gli LP. I quadri di riferimento esistono. Le infrastrutture no, ed è fondamentalmente un problema tecnologico.

Il rapporto indica più volte strumenti digitali, portali di dati standardizzati e aggregazione basata sull’IA come soluzioni pratiche alle difficoltà che documenta. I portali di dati condivisi permettono alle partecipate di inviare le informazioni in un formato coerente anno dopo anno. I diagrammi di flusso dei processi standardizzano la raccolta dati indipendentemente dal focus tematico. Le piattaforme di gestione degli investimenti alternativi (il paper ne esamina diverse, da eFront a CSAaaS di S&P) possono monitorare, confrontare e rendicontare i dati di impatto su più portafogli.

Il paper riconosce però anche che molti di questi strumenti sono costosi e possono risultare inaccessibili ai team più piccoli. È proprio qui che conta un approccio di piattaforma. In Generation Impact Global, la nostra architettura di gestione dei dati è progettata intorno al tipo di raccolta dati strutturata e governata che il paper di SSF auspica: modelli standardizzati, allineamento a più quadri, controlli di validazione automatici e raccolta dati tramite questionari distribuibili tra le società in portafoglio, qualunque sia il loro livello di maturità digitale.

La rendicontazione SFDR ne è un esempio. Il paper osserva che gli impact investor nei mercati privati dei paesi in via di sviluppo faticano spesso con i 14 indicatori obbligatori dei principali effetti negativi (PAI) dell’SFDR, perché i concetti risultano astratti o poco aderenti alle realtà operative locali. Alcuni professionisti propongono un approccio a doppio binario: rispettare l’SFDR dove richiesto, ma dare priorità, accanto a esso, a metriche di impatto su misura. Questo approccio richiede una tecnologia in grado di gestire quadri di informativa regolamentare e KPI di impatto personalizzati in un unico sistema, invece di portare avanti due flussi di lavoro paralleli.

Raccomandazioni per ruolo: lo strumento interattivo

Una delle sezioni più operative del paper di SSF è la matrice delle raccomandazioni, che fornisce indicazioni specifiche per mercati privati, azioni quotate, fornitori di dati e associazioni di settore, suddivise per categoria di sfida e livello di maturità. Abbiamo riorganizzato questi contenuti in uno strumento interattivo per renderli più facili da consultare.

Esplora sfide e raccomandazioni

Filtra per tipo di operatore e categoria di sfida per trovare le raccomandazioni pertinenti del rapporto SSF. Ogni raccomandazione è contrassegnata dal livello di maturità.

Tipo di operatore
Categoria di sfida

Ciò che il paper non dice, ma lascia intendere

Leggendo tra le righe, il paper di SSF offre un argomento convincente a favore della convergenza delle piattaforme. Il rapporto elenca non meno di undici quadri internazionali per la misurazione dell’impatto, da IRIS+ e HIPSO agli OECD Impact Standards e alla 2X Challenge. Esamina inoltre sette piattaforme di gestione degli investimenti alternativi usate per i dati di impatto. Il messaggio implicito è chiaro: il panorama attuale è così frammentato che la comparabilità tra fondi, per non parlare di quella tra classi di attivi, resta per la maggior parte degli investitori un’aspirazione.

Il rapporto segnala anche un cambiamento nel modo in cui il settore concepisce il rapporto tra conformità ESG e misurazione dell’impatto. La sezione sulla rendicontazione SFDR è particolarmente significativa. Diversi professionisti hanno definito i 14 indicatori PAI obbligatori del regolamento astratti o poco aderenti alle strategie di impatto reali. Anziché abbandonare la rendicontazione regolamentare, il consenso emergente privilegia un sistema a doppio binario in cui conformità e misurazione autentica dell’impatto convivono all’interno della stessa infrastruttura operativa.

Per i fornitori di tecnologia come Generation Impact Global, questa realtà a doppio binario conferma la validità del nostro approccio multi-framework , adottato fin dall’inizio: costruire sistemi in grado di gestire contemporaneamente l’informativa regolamentare e KPI di impatto su misura, invece di trattarli come flussi di lavoro separati.

Uno sguardo al futuro

La Quarta Conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo, tenutasi a luglio 2025, ha indicato esplicitamente gli indicatori IRIS+ come strumento utile per integrare i risultati di sviluppo sostenibile nelle decisioni del settore privato. Il segnale politico è chiaro: la misurazione dell’impatto sta passando da buona pratica volontaria a comportamento atteso dal mercato.

Per gli investitori che stanno ancora sviluppando le proprie capacità di misurazione, il paper di SSF è un punto di partenza concreto. Per quelli già avanzati, offre un parametro con cui mettere alla prova i propri approcci. E per il settore nel suo insieme, ricorda che un’infrastruttura di misurazione solida non è un centro di costo: è il fondamento su cui poggia la credibilità dell’impact investing.

Questo articolo si basa su How much change? Addressing Challenges for Investors in Measuring Impact, una pubblicazione della serie SSF Spotlight di Swiss Sustainable Finance, uscita a febbraio 2026. Il paper completo è scaricabile dal sito di SSF.
Scarica il rapporto completo

Domande frequenti

Di che cosa tratta lo SSF Spotlight paper?

Qual è stato il ruolo di Generation Impact Global?

Quali sono i principali quadri di misurazione dell’impatto citati?

Perché misurare l’impatto è più difficile nelle azioni quotate che nei mercati privati?

In che modo la tecnologia aiuta a risolvere le difficoltà di misurazione dell’impatto?

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