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La IFRS Foundation pubblica indicazioni sull’informativa relativa agli effetti finanziari attesi dei rischi legati alla sostenibilità

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La IFRS Foundation ha pubblicato nuovo materiale didattico per aiutare le imprese a fornire informative sugli effetti finanziari attesi dei rischi e delle opportunità legati alla sostenibilità, in linea con gli standard ISSB. Il documento esamina anche l’allineamento con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).

Che cosa contiene il documento

Le risorse, presentate da Jenny Bofinger‑Schuster, membro dell’ISSB, approfondiscono come le imprese possano rendicontare gli effetti sia attuali sia attesi, compresi quelli previsti nel breve, medio e lungo periodo, sulla propria situazione patrimoniale e finanziaria, sui risultati economici e sui flussi finanziari.

Per garantire la trasparenza, l’ISSB chiede alle imprese di combinare informative qualitative e quantitative. Gli standard consentono tuttavia di omettere i dati quantitativi se:

  • gli effetti non sono identificabili separatamente;
  • l’incertezza della misurazione è troppo elevata;
  • l’impresa non dispone delle competenze, delle capacità o delle risorse per stimare tali effetti.

L’obiettivo è trovare un equilibrio pratico tra il valore informativo per gli investitori e la fattibilità per le imprese.

Allineamento con l’UE e revisione degli ESRS

Il documento affronta anche l’allineamento, o interoperabilità, tra gli standard ISSB e gli ESRS dell’UE. Attualmente gli ESRS richiedono informative sia qualitative sia quantitative, pur con alcune agevolazioni iniziali (per esempio, nel primo anno le imprese non sono tenute a fornire gli effetti attesi e i dettagli quantitativi possono essere rinviati per tre anni).

La proposta di revisione degli ESRS (luglio 2025) prevede due possibili strade:

  1. Opzione 1: introdurre meccanismi di proporzionalità simili a quelli degli standard ISSB, come la possibilità di fornire solo informative qualitative, ma senza l’esenzione legata a “competenze e risorse”.
  2. Opzione 2: rendere del tutto facoltative le informative quantitative.

Secondo gli esperti, l’Opzione 1 migliorerebbe l’interoperabilità e ridurrebbe l’onere di rendicontazione, mentre l’Opzione 2 rischierebbe di compromettere la confrontabilità e di privare gli investitori di dati prospettici essenziali. Potrebbe inoltre costringere le imprese a redigere rendicontazioni separate per soddisfare sia i requisiti ISSB sia quelli ESRS.

Prossimi passi

La IFRS Foundation invita imprese e stakeholder a consultare questi materiali per avere indicazioni e chiarezza. La revisione degli ESRS resta aperta ai contributi e le imprese sono invitate a inviare commenti prima della scadenza della consultazione pubblica, il 29 settembre 2025.

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