L’ESPR non esiste in isolamento. Per le imprese che già operano con la Direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) e il Regolamento sull’informativa di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR), il regime sui prodotti di consumo invenduti crea un nuovo flusso di dati che confluisce direttamente nei processi di rendicontazione e di due diligence esistenti. Questo articolo ne ricostruisce i collegamenti.
Come si collegano i tre quadri normativi
Ciascun quadro interviene in una fase diversa della catena dei dati di sostenibilità, ma i dati passano dall’uno all’altro.
su rifiuti e circolarità
della relazione sulla gestione
e le informative dei fondi
Dati ESPR mappati sugli indicatori PAI dell’SFDR
Diversi datapoint dell’informativa ESPR alimentano direttamente gli indicatori SFDR sui principali effetti negativi (PAI). I gestori di fondi che monitorano partecipazioni nel settore dei beni di consumo possono usare le informative ESPR come fonte primaria di dati per i seguenti PAI.
Integrazione con la CSRD: due opzioni di rendicontazione
Le imprese soggette sia all’ESPR sia alla CSRD possono scegliere come pubblicare l’informativa dell’Allegato I.
Per le imprese già soggette alla CSRD, l’Opzione B è l’approccio più efficiente nel lungo periodo. I campi dati ESPR (categorie di prodotto, percentuali di trattamento dei rifiuti, misure di prevenzione) si allineano in modo naturale agli obblighi di informativa dell’ESRS E5 (Uso delle risorse ed economia circolare). Integrarli fin dall’inizio evita di duplicare raccolta dei dati e governance.
I modelli di ricorso alle deroghe come segnali di rischio ESG
Il regime ESPR crea una nuova categoria di dati strutturati e comparabili di cui gli analisti ESG finora non disponevano. Il modo in cui un’impresa ricorre alle deroghe racconta molto delle sue attività.
Segnale di sovrapproduzione: il ricorso ripetuto alla deroga h), prodotti offerti in donazione ma non accettati, suggerisce che l’impresa produce oltre la domanda. I prodotti non sono difettosi, danneggiati o soggetti a vincoli di proprietà intellettuale: semplicemente non sono stati venduti.
Segnale sulla qualità della catena di fornitura: volumi elevati nell’ambito della deroga f), prodotti danneggiati non riparabili, possono indicare problemi di movimentazione in magazzino, nella logistica o nella gestione dei resi.
Segnale di economia circolare: un’elevata percentuale di preparazione per il riutilizzo nella ripartizione del trattamento dei rifiuti indica che l’impresa indirizza i prodotti invenduti verso il riutilizzo anziché distruggerli direttamente: un indicatore positivo di circolarità.
Segnale di trasparenza: un’elevata percentuale di operazioni di trattamento dei rifiuti “sconosciute” è segnalata dalle autorità nazionali come fattore di rischio. Per gli investitori indica una governance dei dati debole o un coinvolgimento insufficiente degli operatori del trattamento dei rifiuti.
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ContattaciDomande frequenti
L’informativa ESPR può sostituire la rendicontazione CSRD sui rifiuti?
No. L’informativa ESPR ha un ambito specifico e ristretto: i prodotti di consumo invenduti che vengono scartati. La rendicontazione CSRD sui rifiuti ai sensi dell’ESRS E5 copre invece tutti i flussi di rifiuti dell’organizzazione. I dati ESPR possono comunque essere richiamati nella rendicontazione CSRD per offrire un maggiore dettaglio proprio sui rifiuti da prodotti invenduti.
Con quale standard ESRS sono allineati i dati ESPR?
I dati dell’informativa ESPR sono allineati soprattutto con l’ESRS E5 (Uso delle risorse ed economia circolare), in particolare con le metriche su produzione di rifiuti, operazioni di trattamento dei rifiuti e pratiche di economia circolare. La descrizione delle misure di prevenzione si collega anche alle informative dell’ESRS E5 sul piano di transizione.
Come accederanno i gestori di fondi ai dati ESPR per la rendicontazione SFDR?
Le informative ESPR devono essere pubblicate sul sito web dell’impresa o nella relazione sulla gestione CSRD. I gestori di fondi possono accedervi direttamente da queste fonti. Quando l’informativa è contenuta nella rendicontazione CSRD, raggiunge gli investitori attraverso gli stessi canali già utilizzati per la raccolta dei dati di due diligence SFDR.
I dati ESPR concorrono alla valutazione dell’allineamento alla Tassonomia UE?
Indirettamente. Le imprese che operano in categorie di prodotto coperte dall’ESPR e che puntano all’allineamento alla Tassonomia per l’obiettivo ambientale dell’economia circolare possono usare le metriche dell’informativa ESPR, in particolare le percentuali di trattamento dei rifiuti e le misure di prevenzione, come elementi a supporto. Sono particolarmente rilevanti le percentuali di preparazione per il riutilizzo e di riciclo.
Riferimenti normativi
Regolamento (UE) 2024/1781, Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), Articoli 24 e 25.
Regolamento di esecuzione (UE) 2026/2, Articolo 2, paragrafo 2: opzione di integrazione nella CSRD per l’informativa ESPR.
Regolamento (UE) 2019/2088, Regolamento sull’informativa di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR), indicatori PAI.
Regolamento delegato (UE) 2023/2772, European Sustainability Reporting Standards (ESRS), ESRS E5.
Regolamento (UE) 2020/852, Regolamento sulla Tassonomia UE, obiettivo ambientale dell’economia circolare.



