Il 4 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato la sua proposta relativa all’Industrial Accelerator Act — uno degli atti normativi in materia industriale più significativi che l’UE abbia presentato negli ultimi decenni. Per le aziende che operano all’incrocio tra ESG, rendicontazione di sostenibilità e conformità normativa, questo regolamento introduce nuovi criteri di approvvigionamento, obblighi di etichettatura delle emissioni di carbonio e requisiti di verifica dei dati che ridefiniranno il modo in cui le imprese industriali — e gli istituti finanziari che le sostengono — misurano e dimostrano le proprie prestazioni in materia di decarbonizzazione.
Da un accordo industriale "pulito" a una proposta di legge
L'IAA affonda le sue radici nel Accordo per un'industria pulita, adottato dalla Commissione europea il 26 febbraio 2025. L’accordo ha inquadrato la decarbonizzazione non come un onere normativo, ma come un motore di crescita economica — una risposta diretta alle segnalazioni strutturali documentate nel Rapporto Draghi sulla competitività europea.
L’iniziativa era stata originariamente concepita come “Industrial Decarbonisation Accelerator Act” (IDAA), rivolta specificatamente alle industrie ad alto consumo energetico. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2025, la presidente della Commissione von der Leyen l’ha ribattezzata “Industrial Accelerator Act”, eliminando il termine “Decarbonisation” dal titolo per segnalare un ambito di applicazione più ampio che comprende la competitività, la reindustrializzazione e l’autonomia strategica, oltre agli obiettivi climatici.
Il problema che la legge intende risolvere
Le industrie ad alto consumo energetico — chimica, siderurgica, della cellulosa e della carta, delle raffinerie, del cemento, dei metalli non ferrosi, del vetro e della ceramica — costituiscono la base delle catene del valore europee di importanza cruciale. Il settore automobilistico, quello delle costruzioni, le tecnologie a impatto zero, la difesa e l’aerospaziale dipendono tutti da esse. Tuttavia, questi settori devono affrontare una convergenza di pressioni strutturali che rendono difficile giustificare investimenti nella decarbonizzazione a un ritmo adeguato.
Un decennio di deindustrializzazione
La quota del settore manifatturiero dell’UE sul PIL è scesa dal 17% nel 2000 a appena il 14,3% nel 2024. L’IAA punta a raggiungere il 20% del PIL dell’UE entro il 2035.
Principali pressioni sulle industrie ad alto consumo energetico
I quattro pilastri della legge sull’acceleratore industriale
L'IAA si articola attorno a quattro principali leve politiche, ciascuna delle quali è mirata a una dimensione specifica della sfida degli investimenti nella decarbonizzazione.
Procedura semplificata per il rilascio delle autorizzazioni digitali
Un unico sportello digitale centralizza tutte le autorizzazioni necessarie. Si applicano termini massimi, con approvazione tacita nelle fasi intermedie qualora le autorità non rispettino le scadenze.
Aree di accelerazione industriale
Ogni Stato membro deve designare almeno un'area di accelerazione entro 12 mesi, raggruppando progetti dotati di autorizzazioni già approvate e con un accesso coordinato all'energia in siti dismessi.
“Made in UE” e appalti a basse emissioni di carbonio
A partire dal 1° gennaio 2029, gli appalti pubblici, le aste, gli incentivi fiscali e i regimi di aiuti di Stato richiederanno quote minime di prodotti di origine UE e un contenuto a basse emissioni di carbonio in tutti i settori strategici.
Condizionalità degli investimenti diretti esteri nei settori strategici
Gli investimenti esteri superiori a 100 milioni di euro nei settori delle batterie, del solare fotovoltaico, dei veicoli elettrici e delle materie prime critiche sono soggetti a nuove condizioni: un limite massimo del 49% alla quota di partecipazione, l’obbligo di costituire joint venture con partner dell’UE e requisiti in materia di trasferimento della proprietà intellettuale.
Soglie di appalto: il dettaglio che fa la differenza
Le disposizioni dell'IAA con le maggiori ripercussioni commerciali riguardano le quote minime obbligatorie di contenuti a basse emissioni di carbonio e di origine dell'Unione nell'ambito degli appalti pubblici e dei regimi di sovvenzioni.
| Materiale | Soglia di basse emissioni di carbonio | È obbligatorio specificare l'origine dell'Unione | Si applica a |
|---|---|---|---|
| Acciaio | 25% | — | Appalti pubblici e regimi di sostegno |
| Calcestruzzo / Malta (compresi clinker e cemento) | 5% | ✓ Obbligatorio | Appalti pubblici e regimi di sostegno |
| Alluminio | 25% | ✓ Obbligatorio | Appalti pubblici e regimi di sostegno |
| Tecnologie pulite (energia solare fotovoltaica, pompe di calore, energia eolica, idrogeno, energia nucleare, sistemi di accumulo di energia (BESS)) | Definito per tecnologia | ✓ Obbligatorio | Aste pubbliche e programmi di sovvenzioni |
Impatti previsti entro il 2030
Cosa comporta tutto ciò per la conformità e la rendicontazione ESG
Per gli istituti finanziari, le imprese e i professionisti del settore ESG, l’IAA introduce obblighi in materia di dati e di informativa che si inseriscono perfettamente nei quadri normativi esistenti ed emergenti.
- Dati sull’intensità di carbonio a livello di prodotto Le aziende devono fornire dati verificabili e sottoponibili a revisione sull’intensità di carbonio a livello di prodotto per poter soddisfare i requisiti relativi alle soglie di approvvigionamento e all’etichettatura «a basse emissioni di carbonio». È richiesto l’allineamento conCSRD/ESRS, SFDR e la tassonomia dell’UE .
- Verifica dell’origine nella catena di approvvigionamento I team di approvvigionamento e gli investitori devono dimostrare che i materiali soddisfano le soglie di origine dell’Unione, aggiungendo un ulteriore livello di verifica dei dati agli obblighi esistenti previsti dalla CSDDD e dall’ESRS.
- Informativa sulla traiettoria di decarbonizzazione Gli investitori che finanziano settori ad alto consumo energetico saranno sottoposti a un nuovo scrutinio riguardo ai percorsi delle società in portafoglio. I dati sulle emissioni relativi a un solo anno non sono sufficienti: saranno richieste traiettorie previsionali credibili e allineate alle ipotesi del sistema ETS.
- Preparazione dell’infrastruttura dei dati ESG L'etichetta di carbonio e le norme sugli appalti dell'IAA presuppongono una solida raccolta dei dati e l'interoperabilità tra i diversi sistemi. Le organizzazioni che si affidano a processi manuali o a sistemi isolati dovranno affrontare notevoli lacune in vista delle scadenze del 2029.
L’IAA rafforza una tendenza evidente in tutta l’agenda normativa dell’UE — dagli indicatori PAI dell’SFDR ai criteri di screening tecnico della tassonomia dell’UE, dal CBAM alla direttiva sulle dichiarazioni ambientali. I dati ESG stanno passando da una divulgazione volontaria a un prerequisito operativo. Le aziende e gli investitori che considerano l’infrastruttura dei dati come una risorsa strategica — piuttosto che come un onere di conformità — sono in una posizione migliore per affrontare ciò che verrà.
Situazione legislativa e linee di frattura politica
La proposta (COM(2026) 100 definitivo) entra ora nella procedura legislativa ordinaria. Sia il Parlamento europeo che il Consiglio dell’UE definiranno le proprie posizioni e il testo sarà modificato nel corso dei negoziati in sede di trilogo . È improbabile che il processo si concluda prima del 2027.
La Francia sta spingendo per un'interpretazione rigorosa delle norme sull'origine dell'Unione, limitata esclusivamente all'UE, al fine di massimizzare il sostegno diretto alla produzione e all'occupazione nell'UE. La Germania ha sostenuto un modello "Made with EU" che includerebbe partner commerciali di fiducia. Questo disaccordo sarà probabilmente uno dei punti centrali dei negoziati in seno al Consiglio.
Data la complessità delle disposizioni in materia di investimenti diretti esteri (IDE), delle norme sugli appalti pubblici e delle modifiche che si sovrappongono al Net Zero Industry Act, al regolamento sul portale digitale unico e al regolamento sui prodotti da costruzione, l’entrata in vigore è prevista non prima del 2027.
Valutare la propria esposizione all’IAA
L'IAA ridefinirà le modalità con cui le aziende industriali e i loro investitori dovranno raccogliere, verificare e divulgare i dati relativi alle emissioni di carbonio e alla provenienza. Generation Impact Global aiuta le organizzazioni a creare l'infrastruttura dati necessaria per orientarsi proprio in questo contesto.
Contatta il nostro team Il presente articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce una consulenza legale o normativa. L’IAA è una
proposta della Commissione e rimane soggetta a modifiche legislative.
Fonti: Commissione europea COM(2026) 100 definitivo; COM(2025) 85 definitivo; Ares(2025)3079152; Calendario legislativo del Parlamento europeo;
Latham & Watkins; Mayer Brown; Linklaters; Dechert; CMS Law-Now; Rapporto Draghi
sulla competitività europea.



