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Classificazione dei prodotti finanziari ai sensi dello SFDR

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Classificazione dei prodotti finanziari ai sensi dello SFDR nell'ambito della finanza sostenibile dell'UE

Classificazione dei prodotti finanziari ai sensi dello SFDR: una panoramica dettagliata

La Piattaforma sulla finanza sostenibile della Commissione europea ha pubblicato una proposta che fornisce indicazioni fondamentali per la classificazione dei prodotti finanziari ai sensi del Regolamento sulla divulgazione di informazioni relative alla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR). Il documento delinea un approccio strutturato volto a migliorare la trasparenza e la coerenza nei mercati della finanza sostenibile. Le considerazioni qui riportate sono tratte dalle prime 26 pagine della proposta ufficiale e vertono sui principi fondamentali, sui criteri chiave di classificazione e sulle implicazioni per gli operatori di mercato.

1. Antefatti e contesto

L’SFDR, introdotto nell’ambito della più ampia strategia dell’Unione europea in materia di finanza sostenibile, impone agli operatori dei mercati finanziari (FMP) di divulgare informazioni relative alla sostenibilità. Il regolamento persegue due obiettivi principali:

  • Lotta al greenwashing: grazie all’introduzione di standard uniformi di informativa, l’SFDR riduce il rischio di una rappresentazione fuorviante del profilo di sostenibilità dei prodotti finanziari.
  • Migliorare la comparabilità: il regolamento consente agli investitori di prendere decisioni informate confrontando i prodotti sulla base di indicatori di sostenibilità uniformi.

Il quadro di classificazione proposto dalla Piattaforma sulla finanza sostenibile mira a risolvere le ambiguità presenti nell’attuale attuazione dello SFDR. Esso definisce chiari confini e criteri per i prodotti finanziari classificati ai sensi degli articoli 6, 8 e 9 dello SFDR.

2. Principi fondamentali della proposta

Il documento individua cinque principi fondamentali su cui si basa il quadro di classificazione:

  • Allineamento con gli obiettivi normativi: la classificazione è in linea con gli obiettivi generali dello SFDR, tra cui la trasparenza, la tutela degli investitori e l’integrità del mercato.
  • Conformità al regolamento sulla tassonomia: i prodotti devono dimostrare di rispettare i criteri di screening tecnico della tassonomia dell’UE, ove applicabile.
  • Attenzione alla rilevanza: il quadro di riferimento pone l’accento sull’impatto rilevante degli obiettivi di sostenibilità sui prodotti finanziari, garantendo pertinenza e responsabilità.
  • Proporzionalità: i requisiti sono adeguati alle dimensioni e alla portata degli operatori di mercato, al fine di evitare oneri di conformità sproporzionati.
  • Flessibilità: il quadro normativo favorisce l’innovazione e l’evoluzione delle pratiche di finanza sostenibile.

3. Criteri chiave di classificazione

Il quadro di classificazione distingue tre categorie principali di prodotti finanziari ai sensi dello SFDR:

 Articolo 6 ProdottiArticolo 8 ProdottiArticolo 9 Prodotti
DefinizioneProdotti che non integrano gli obiettivi di sostenibilità come caratteristica fondamentale, ma garantiscono una trasparenza di base sui rischi legati alla sostenibilità.Prodotti che valorizzano caratteristiche ambientali e/o sociali, garantendo al contempo buone pratiche di governance.Prodotti che hanno come obiettivo esplicito l'investimento sostenibile.
Requisiti fondamentali
  • Informazioni sulle modalità di integrazione dei rischi legati alla sostenibilità nelle decisioni di investimento.
  • Dichiarazioni relative al probabile impatto di tali rischi sui resi dei prodotti.
  • Informazioni dettagliate sulle caratteristiche ambientali e sociali promosse dal prodotto.
  • Allineamento alla tassonomia dell’UE per le attività che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi ambientali.
  • Rendicontazione sugli impatti negativi in materia di sostenibilità (Principal Adverse Impacts o PAI).
  • Allineamento obbligatorio con almeno un obiettivo ambientale o sociale definito nella tassonomia dell’UE.
  • Relazioni periodiche volte a dimostrare i progressi compiuti nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
  • Una rigorosa due diligence per comprovare le dichiarazioni in materia di sostenibilità.
DestinatariInvestitori alla ricerca di rendimenti finanziari convenzionali che tengono in misura limitata conto dei fattori di sostenibilità.Investitori che danno priorità a risultati equilibrati in termini di finanza e sostenibilità.Investitori che intendono destinare il proprio capitale a investimenti sostenibili ad alto impatto.

4. Sfide affrontate dalla proposta

La proposta riconosce le principali sfide che gli interessati devono affrontare nell'attuazione dei requisiti del SFDR:

Ambiguità nelle definizioniInvestitori alla ricerca di rendimenti finanziari convenzionali che tengono in misura limitata conto dei fattori di sostenibilità.
Disponibilità dei datiL'accesso limitato a dati affidabili e comparabili ostacola l'adempimento degli obblighi normativi e il processo decisionale.
Integrazione con altre normativeGarantire la coerenza con la tassonomia dell’UE e con le normative ESG più generali richiede un allineamento meticoloso.

Il quadro di classificazione fa chiarezza su tali questioni, garantendo che gli operatori di mercato possano ottemperare ai requisiti dello SFDR mantenendo al contempo l'efficienza operativa.

5. Implicazioni per gli operatori dei mercati finanziari

Gli operatori di mercato devono valutare i propri portafogli di prodotti alla luce del quadro di classificazione per determinare la classificazione appropriata e gli obblighi di informativa. Tra le azioni chiave figurano:

  • Effettuare analisi delle discrepanze per individuare le differenze tra le informazioni attualmente fornite e i criteri proposti.
  • Migliorare i meccanismi di raccolta dei dati e di rendicontazione per adempiere agli obblighi di trasparenza.
  • Formare i team interni per garantire l'allineamento alle aspettative normative e mitigare i rischi di non conformità.

6. Indicatori da utilizzare

L'applicazione efficace degli indicatori di sostenibilità è fondamentale per l'attuazione dei requisiti previsti dal regolamento SFDR. Gli indicatori fungono da dati misurabili che consentono agli operatori dei mercati finanziari (FMP) di valutare, confrontare e rendicontare gli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG) dei propri prodotti finanziari. La proposta fornisce orientamenti dettagliati sulla selezione, l'attuazione e la rendicontazione di tali indicatori, garantendo l'allineamento con gli obiettivi dell'UE in materia di finanza sostenibile.

Tipi di indicatori

Indicatori ambientali  
 Impronta di carbonio
  • Misura: le emissioni totali di gas a effetto serra (GES) di un portafoglio, espresse in tonnellate di CO₂ equivalente, rapportate al valore di mercato totale degli investimenti.
  • Metodologia: utilizzare i dati relativi alle emissioni di Scope 1, Scope 2 e, ove disponibili, di Scope 3 delle società partecipate.
  • Requisiti di rendicontazione: fornire metodologie chiare e indicare le ipotesi di base, in particolare quando i dati di Scope 3 sono stimati.
 Efficienza nell'uso dell'acqua
  • Indicatori: il volume d’acqua consumato dalle società partecipate, misurato per unità di fatturato.
  • Importanza: fondamentale per i settori che dipendono in misura significativa dall’acqua, come l’agricoltura e l’industria manifatturiera.
 Gestione dei rifiuti
  • Indicatori: la percentuale di società in portafoglio impegnate nel riciclaggio, nella termovalorizzazione dei rifiuti o in altre strategie di economia circolare.
  • Rilevanza: Dimostra l’allineamento ai principi dell’economia circolare e la riduzione degli impatti ambientali.
  • Importanza: fondamentale per i settori che dipendono in misura significativa dall’acqua, come l’agricoltura e l’industria manifatturiera.
Indicatori socialiPratiche lavorative
  • Indicatori: tassi di turnover del personale, rappresentanza di genere a tutti i livelli gerarchici e presenza di contratti collettivi di lavoro.
  • Raccolta dei dati: utilizzare i dati forniti dalle aziende e convalidati tramite audit o valutazioni condotte da soggetti terzi.
 Coinvolgimento della comunità
  • Indicatori: il grado di coinvolgimento della comunità locale, misurato in base ai contributi a progetti comunitari o alla percentuale di fornitori che aderiscono alle pratiche del commercio equo e solidale.
  • Applicabilità: Rilevante per i settori con una forte presenza a livello locale, come quello minerario ed energetico.
Indicatori di governanceRemunerazione dei dirigenti
  • Indicatori: rapporto tra la retribuzione dell’amministratore delegato e la retribuzione mediana dei dipendenti, nonché allineamento dei bonus dei dirigenti alle prestazioni ESG.
 Pratiche aziendali etiche
  • Indicatori: presenza e applicazione delle politiche anticorruzione, nonché numero di violazioni legali o etiche segnalate.

Quadro metodologico per gli indicatori

Criteri di selezione
  • Rilevanza rispetto agli obiettivi dei prodotti finanziari e allineamento con i criteri di screening tecnico della tassonomia dell’UE.
  • Disponibilità di dati affidabili e verificabili per una misurazione coerente.
Fonti dei dati
  • Informazioni fornite dalle società partecipate, agenzie di rating ESG e revisori indipendenti
  • L'uso di proxy o stime è consentito solo se convalidati rispetto ai benchmark di settore.
Principi di rendicontazioneAllinearsi a standard consolidati quali GRI, SASB o TCFD.

Il ruolo degli indicatori negli impatti negativi principali (PAI)

Gli indicatori costituiscono la colonna portante della rendicontazione PAI, in quanto forniscono dati misurabili sugli impatti negativi degli investimenti in termini di sostenibilità. La proposta specifica:

  • Indicatori obbligatori: per garantire la trasparenza, devono essere inclusi indicatori fondamentali quali le emissioni di gas serra, l’impatto sulla biodiversità e il consumo idrico.
  • Indicatori supplementari: gli indicatori facoltativi, personalizzati in base a settori specifici o alle preferenze dei clienti, possono migliorare la trasparenza delle informazioni fornite.
  • Trasparenza: per ciascun indicatore devono essere rese note le metodologie dettagliate, comprese le fonti dei dati e le ipotesi di base.

7. Preferenze in materia di sostenibilità ed esigenze dei clienti

L'integrazione delle preferenze in materia di sostenibilità nei prodotti finanziari non è solo un requisito di conformità, ma anche uno strumento per rafforzare la fiducia dei clienti e raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. La proposta illustra in che modo i gestori di fondi (FMP) possano allineare sistematicamente l'offerta di prodotti alle preferenze dei clienti, garantendo al contempo il rispetto delle normative.

Rispondere alle preferenze in materia di sostenibilità

Raccolta delle preferenzeQuestionari strutturatiElaborare sondaggi approfonditi per individuare le preferenze dei clienti in merito a specifici obiettivi di sostenibilità, quali la lotta ai cambiamenti climatici, la tutela della biodiversità o l’equità sociale.
 Strumenti di consulenzaUtilizzare sistemi di supporto decisionale che guidino i clienti nel processo di individuazione delle loro priorità in materia di sostenibilità.
Integrazione nella progettazione del prodottoPortafogli personalizzatiCostruire portafogli in linea con gli obiettivi indicati dai clienti, integrando sia lo screening positivo (selezione di investimenti sostenibili) sia lo screening negativo (esclusione dei settori dannosi).
 Regolazioni dinamicheConsentire adeguamenti del portafoglio in tempo reale in base alle variazioni delle preferenze dei clienti o agli aggiornamenti normativi.
Trasparenza e comunicazioneReportistica sull'impattoFornire rapporti periodici che illustrino in dettaglio la corrispondenza tra gli investimenti e le preferenze dei clienti, supportati da dati quantitativi e dashboard visive.
 IstruzioneOffrire risorse informative per aiutare i clienti a comprendere le implicazioni delle loro preferenze in materia di sostenibilità sui risultati degli investimenti.

Meccanismi di monitoraggio e revisione

  • Revisioni periodiche: rivalutare le preferenze dei clienti a intervalli regolari per garantire che rimangano in linea con i prodotti finanziari.
  • Circuiti di feedback: istituire meccanismi che consentano ai clienti di fornire un riscontro sulle performance dei propri investimenti e sulla loro corrispondenza con le preferenze dichiarate.

8. Divulgazione e denominazione

Le convenzioni di denominazione e gli obblighi di informativa previsti dal SFDR sono stati concepiti per garantire maggiore chiarezza e rafforzare la fiducia degli investitori. La proposta fornisce un quadro dettagliato volto a garantire che i nomi dei prodotti e le informazioni fornite riflettano accuratamente i relativi obiettivi di sostenibilità.

Regole di denominazione

Articolo 6 Prodotti
  • Restrizioni: vietare l'uso di termini quali “sostenibile” o “verde” a meno che non siano supportati da informazioni specifiche sulla gestione dei rischi legati alla sostenibilità.
  • Obiettivo: mettere in evidenza la trasparenza sui rischi legati alla sostenibilità senza sottintendere risultati positivi in materia di sostenibilità.
Articolo 8 Prodotti
  • Coerenza: assicurarsi che i nomi dei prodotti descrivano chiaramente le caratteristiche ambientali o sociali che si intendono promuovere.
  • Affermazioni quantificabili: Corroborare ogni affermazione con dati misurabili, come ad esempio la percentuale di attività allineate alla tassonomia.
Articolo 9 Prodotti
  • Specificità: utilizzare termini precisi che facciano direttamente riferimento agli obiettivi di sostenibilità, come “Fondo azionario a emissioni zero” o “Obbligazione per l’energia pulita”.
  • Divieto di ambiguità: evitare termini generici che potrebbero indurre in errore gli investitori riguardo all’impatto del prodotto in termini di sostenibilità.

Obblighi di informativa

Informazioni precontrattuali
  • Includere informazioni dettagliate sugli obiettivi di sostenibilità, sulle strategie di investimento e sul ruolo degli indicatori.
  • Fornire chiarimenti in merito alla conformità con le preferenze dei clienti e con la tassonomia dell’UE.
Relazioni periodiche
  • Relazione sui progressi compiuti nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, corredata da dati relativi agli indicatori e da casi di studio.
  • Evidenziare eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati e le misure correttive adottate.

Monitoraggio e conformità

  • Verifiche da parte di terzi: affidarsi a revisori indipendenti per verificare l’accuratezza delle informazioni fornite e delle pratiche di denominazione.
  • Controllo normativo: attuare meccanismi di monitoraggio della conformità, con sanzioni in caso di affermazioni fuorvianti o informazioni inadeguate.

9. Processo di classificazione

La classificazione dei prodotti finanziari ai sensi del Regolamento sulla divulgazione in materia di finanza sostenibile (SFDR) è un processo rigoroso e metodico. Essa garantisce che i prodotti siano classificati in modo trasparente in base alle loro caratteristiche di sostenibilità, promuovendo la coerenza in tutto il mercato e il rispetto dei requisiti normativi. La presente sezione illustra il quadro di riferimento per la classificazione e definisce le responsabilità e i meccanismi di verifica volti a garantire l’integrità del processo.

Presentazione dello schema di classificazione

Lo schema di classificazione fornisce una metodologia strutturata per classificare i prodotti finanziari nelle categorie previste dallo SFDR (articoli 6, 8 e 9). Questo quadro garantisce chiarezza per gli investitori e la conformità agli obiettivi dell’UE in materia di finanza sostenibile.

Fasi del processo di classificazione

1Analisi preliminare del prodotto
  • Valutazione oggettiva: Valutare gli obiettivi di investimento del prodotto per individuarne il grado di integrazione della sostenibilità. Ad esempio:
    • Articolo 6: Prodotti che affrontano i rischi legati alla sostenibilità ma non promuovono caratteristiche ambientali o sociali specifiche.
    • Articolo 8: Prodotti che valorizzano caratteristiche ambientali e/o sociali, garantendo al contempo il rispetto degli standard di governance.
    • Articolo 9: Prodotti espressamente finalizzati al raggiungimento di obiettivi di investimento sostenibile.

Esempio: un fondo di obbligazioni verdi che investe principalmente in progetti nel settore delle energie rinnovabili può rientrare nell’ambito di applicazione dell’articolo 9 se persegue esplicitamente l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio.

2Allineamento con la tassonomia dell'UE
  • Conformità alla tassonomia: Verificare che gli investimenti sottostanti al prodotto siano conformi ai criteri di screening tecnico della tassonomia dell’UE.
    • Per i prodotti di cui all’articolo 8: garantire che una parte significativa degli investimenti promuova obiettivi ambientali o sociali.
    • Per i prodotti di cui all’articolo 9: dimostrare un allineamento sostanziale con almeno un obiettivo ambientale o sociale definito nella tassonomia.
  • "Non causare danni significativi" (DNSH): verificare che nessuno degli investimenti sottostanti comprometta altri obiettivi di sostenibilità. Ad esempio, un progetto di energia solare non dovrebbe compromettere in modo significativo la biodiversità locale.
3Integrazione degli indicatoriStabilire indicatori pertinenti e misurabili per valutare le prestazioni del prodotto rispetto agli obiettivi di sostenibilità. Alcuni esempi sono:
  • Riduzione dell'impronta di carbonio per i fondi incentrati sul clima.
  • Indici di diversità di genere per gli investimenti a carattere sociale.
  • Tassi di riciclaggio dei rifiuti nei progetti di economia circolare.
4Preparazione della rendicontazione
  • Informazioni precontrattuali: illustrare chiaramente gli obiettivi di sostenibilità del prodotto, le strategie di investimento e il ricorso a indicatori di sostenibilità.
  • Reportistica periodica: sviluppare modelli per gli aggiornamenti continui, che includano le prestazioni basate su indicatori e l'allineamento alle preferenze dei clienti.
5Convalida e revisioneEffettuare verifiche interne per garantire che la classificazione del prodotto sia conforme ai requisiti dell’SFDR e alla tassonomia dell’UE. Eventuali discrepanze devono essere documentate e corrette tempestivamente.

Vantaggi del programma

  • Coerenza: definisce criteri uniformi a livello di mercato, migliorando la comparabilità.
  • Fiducia degli investitori: fornisce informazioni chiare e accurate in materia di sostenibilità per rafforzare la fiducia.
  • Conformità normativa: semplifica l'adeguamento ai requisiti dello SFDR e della tassonomia dell'UE.

10. Responsabilità e garanzie

Il successo dell'attuazione del sistema di classificazione dipende dalla definizione chiara dei ruoli e delle responsabilità delle parti interessate e dall'adozione di solidi meccanismi di garanzia volti a garantire la trasparenza e la responsabilità.

Responsabilità delle parti interessate

Parti interessateResponsabilitàDescrizione
Operatori dei mercati finanziari (FMP)Raccolta dei dati
  • Raccogliere dati attendibili dalle società partecipate, compresi gli indicatori di sostenibilità e l’allineamento ai criteri della tassonomia.
  • Esempio: Raccogliere i dati relativi alle emissioni di Scope 1, 2 e 3 per i settori ad alta intensità di carbonio.
 Classificazione dei prodotti
  • Classificare in modo oggettivo i prodotti ai sensi degli articoli 6, 8 o 9 in base alle caratteristiche di sostenibilità.
  • Tenere una documentazione completa a sostegno della classificazione.
 InformazioniPreparare informative precontrattuali e periodiche dettagliate, assicurandone la conformità ai modelli previsti dal regolamento SFDR.
Revisori indipendentiVerifica delle dichiarazioni di sostenibilitàEffettuare verifiche per accertare l’accuratezza degli indicatori di sostenibilità, la conformità alla tassonomia e l’adeguatezza delle informazioni fornite.
 Garanzia di conformitàVerificare che il processo di classificazione sia conforme agli standard SFDR e alla tassonomia dell'UE, evidenziando eventuali discrepanze.
Autorità di regolamentazioneMonitoraggio e controlloEsaminare regolarmente le informazioni fornite dai gestori di fondi (FMP) e le loro dichiarazioni in materia di sostenibilità per garantirne la conformità.
 ApplicazioneApplicare sanzioni in caso di affermazioni fuorvianti o di mancato rispetto del quadro di classificazione.

Meccanismi di garanzia

  1. Certificazione da parte di terzi:
    • Affidarsi ad agenzie di certificazione ESG o a consulenti per valutare e verificare in modo indipendente le dichiarazioni relative alla sostenibilità.
    • Esempio: Certificazione rilasciata da un ente riconosciuto relativa alla conformità di un fondo di green bond alla tassonomia dell'UE.
  2. Governance interna:
    • Istituire comitati o figure responsabili dedicati alla sostenibilità per supervisionare i processi di classificazione e divulgazione.
    • Attuare controlli interni efficaci per prevenire errori o incongruenze.
  3. Integrazione tecnologica:
    • Utilizzare strumenti avanzati, come la blockchain per la tracciabilità dei dati o l’intelligenza artificiale per l’analisi predittiva, al fine di migliorare l’affidabilità dei dati sulla sostenibilità e semplificare la rendicontazione.
  4. Meccanismi di feedback:
    • Sviluppare canali per ricevere feedback dalle parti interessate, compresi gli investitori e le autorità di regolamentazione, al fine di perfezionare costantemente i processi di classificazione.

Miglioramento continuo

  • Aggiornamenti periodici: rivalutare periodicamente le classificazioni dei prodotti per adeguarle all’evoluzione delle norme regolamentari o agli sviluppi del mercato.
  • Programmi di formazione: fornire ai team conoscenze aggiornate sui requisiti dell’SFDR, sui criteri della tassonomia dell’UE e sulle migliori pratiche in materia di rendicontazione di sostenibilità.

11. Linee guida sulla definizione delle soglie e sui dati di supporto

Panoramica generale sui datiFondi liquidi classificati ai sensi degli articoli 8 e 9
  • Requisiti di classificazione: i fondi devono dimostrare la conformità alle caratteristiche di sostenibilità (articolo 8) o a obiettivi espliciti di investimento sostenibile (articolo 9)
  • Esigenze in materia di dati:
    • Indicatori quantitativi quali la quota di ricavi allineata alla tassonomia per le società partecipate
    • Informazioni qualitative sulle modalità di gestione dei rischi legati alla sostenibilità
  • Esempio: un fondo liquidità incentrato sull’energia pulita dovrebbe disporre di indicatori allineati alla tassonomia che dimostrino che almeno il 70% degli investimenti contribuisce a progetti nel settore delle energie rinnovabili
 Termini e denominazioni dei fondi
  • Coerenza: garantire che i nomi dei fondi riflettano accuratamente i loro obiettivi di sostenibilità, evitando termini fuorvianti.
  • Principio fondamentale: per i prodotti di cui all’articolo 8, utilizzare espressioni quali «promozione delle caratteristiche ambientali». Per quelli di cui all’articolo 9, includere obiettivi espliciti, quali «Fondo azionario Net Zero 2050».
 Suddivisioni per classe di attività
  • Trasparenza: indicare chiaramente la ripartizione degli investimenti per classe di attività (ad esempio, azioni, obbligazioni) e il loro contributo alla sostenibilità.
  • Soglie: Ai fini dell’articolo 8, definire la percentuale minima di investimenti che promuovono caratteristiche di sostenibilità.
Categoria “Sostenibilità” – ContributoPrestazioni SI
  • Indicatori per gli investimenti sostenibili: sviluppare indicatori specifici per valutare le prestazioni, quali la riduzione delle emissioni di gas serra, la tutela della biodiversità o gli indicatori di impatto sociale.
  • Esempio: un fondo azionario pubblico in linea con l’Accordo di Parigi potrebbe valutare la propria traiettoria di riduzione dell’impronta di carbonio rispetto a un percorso di 1,5 °C.
 Dati tassonomici relativi ai fondi del mercato pubblico
  • Controlli di allineamento: garantire che i fondi dei mercati pubblici rendano conto della conformità alla tassonomia utilizzando fonti di dati convalidate.
  • Esempio: un fondo che investe in produttori di veicoli elettrici dovrebbe verificare che la quota di ricavi provenga da attività conformi alla tassonomia.
 Dati tassonomici nella contabilità generale
  • Applicazione: estendere l'analisi dei dati tassonomici alla contabilità generale, assicurando che tutti gli investimenti rispettino i principi DNSH.
  • Attuazione: utilizzare sistemi di rendicontazione digitale per automatizzare l'aggregazione dei dati e i controlli di allineamento.
Categoria “Sostenibilità” – “Non causare danni significativi” (DNSH)Convalida
  • Assicurarsi che gli investimenti non compromettano altri obiettivi di sostenibilità (ad esempio, progetti di energia rinnovabile ad alto consumo idrico che danneggiano la biodiversità).
  • Requisiti relativi ai dati:
    • Valutazioni di impatto ambientale (VIA)
    • Documentazione relativa al coinvolgimento delle parti interessate
Categoria "Transizione"Definizione
  • I fondi che investono in attività di transizione (ad esempio, progetti di decarbonizzazione) devono definire in modo esplicito il percorso e la tempistica per raggiungere l'allineamento con gli obiettivi di sostenibilità.
  • Esempio: un fondo obbligazionario di transizione a sostegno dell’ammodernamento delle centrali a carbone dovrebbe specificare le riduzioni dell’intensità di carbonio nel tempo.
EsclusioniCriteri di selezione
  • Escludere chiaramente gli investimenti in attività che comportano un impatto ambientale o sociale negativo significativo, quali l’estrazione di combustibili fossili o la produzione di armi.
  • Informativa: fornire un elenco dettagliato delle esclusioni nei documenti precontrattuali.

12. Aspetti principali e obiettivi

  • Principi di trasparenza:
    • Assicurarsi che tutte le affermazioni relative alla sostenibilità siano supportate da dati e metodologie attendibili.
    • Evitate affermazioni soggettive o vaghe, concentrandovi invece su indicatori misurabili e verificabili.
  • Integrazione degli obiettivi:
    • Allineare gli obiettivi dei fondi al duplice obiettivo dello SFDR: affrontare i rischi legati alla sostenibilità e contribuire agli obiettivi di sostenibilità.
  • Linee guida pratiche:
    • Fornire esempi concreti che illustrino in che modo i fondi siano in linea con gli obiettivi di sostenibilità e affrontino i rischi.

13. SFDR e IDD/MiFID – Differenze nell’ambito di applicazione

  • SFDR in primo piano:

    Si concentra principalmente sui prodotti finanziari e sulle informazioni fornite dai gestori di fondi (FMP).

  • Ambito di applicazione dell'IDD/MiFID:

    Si concentra sul processo di consulenza e sulle valutazioni di adeguatezza, assicurando che le preferenze dei clienti siano integrate nelle raccomandazioni di investimento.

  • Armonizzazione:

    Integrare le informazioni informative conformi alla SFDR nei processi di consulenza previsti dalla MiFID, garantendo la coerenza nei documenti destinati ai clienti.

14. Verifica delle categorie

  • Obiettivo:
    • Verificare la validità del quadro di classificazione testandone l'applicazione su vari prodotti finanziari e scenari.
  • Metodologia di prova:
    • Utilizzare casi di studio reali per valutare se i prodotti soddisfano i criteri di classificazione di cui agli articoli 6, 8 e 9.
    • Individuare i casi limite in cui la classificazione risulta ambigua e fornire linee guida per la risoluzione.
  • Circuiti di retroazione:
    • Tenere conto dei riscontri ricevuti dalle parti interessate e adeguare le soglie, gli indicatori o le metodologie per far fronte alle difficoltà pratiche.

15. Conclusione

La classificazione dei prodotti finanziari ai sensi dello SFDR segna una svolta nell’allineamento del settore finanziario agli obiettivi di sostenibilità. Questo quadro normativo fornisce agli operatori dei mercati finanziari indicazioni chiare e strutturate per garantire trasparenza, coerenza e conformità, promuovendo al contempo la fiducia tra gli investitori.

Classificando i prodotti negli articoli 6, 8 e 9, l’SFDR non solo definisce confini chiari, ma garantisce anche la responsabilità attraverso requisiti rigorosi in materia di dati e indicatori misurabili. Questo approccio strutturato affronta direttamente le sfide del greenwashing e delle interpretazioni frammentarie, aprendo la strada a un ecosistema finanziario più trasparente e affidabile. L’enfasi sull’allineamento con la tassonomia dell’UE garantisce che il quadro normativo operi all’interno di una struttura scientificamente validata e giuridicamente coerente, fornendo una solida base per gli investimenti sostenibili.

L’integrazione delle preferenze in materia di sostenibilità nella progettazione dei prodotti e la garanzia di trasparenza attraverso rigorose pratiche di informativa sottolineano l’impegno dello SFDR a favore di strategie incentrate sugli investitori. Le linee guida relative alle convenzioni di denominazione e alla rendicontazione periodica rafforzano ulteriormente la fiducia degli investitori, collegando le dichiarazioni a risultati misurabili, eliminando ogni ambiguità e garantendo chiarezza.

Gli allegati costituiscono uno strumento pratico che fornisce soglie precise, requisiti in materia di dati e meccanismi di verifica per colmare le lacune nell’attuazione. Affrontando le complessità dei principi DNSH, delle esclusioni e delle categorie di transizione, gli allegati consentono agli operatori di mercato di affinare i propri approcci e di adattarsi a un contesto normativo in continua evoluzione. Le linee guida sull’integrazione dello SFDR con quadri normativi più ampi, come la MiFID, garantiscono la coerenza nei processi di consulenza e rafforzano il ruolo dei prodotti finanziari nel raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità.

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