Ogni due anni, l’Autorità bancaria europea sottopone le maggiori banche del continente a un rigoroso test di resilienza. Lo stress test a livello dell’Unione europea simula cosa accadrebbe ai bilanci bancari qualora si verificasse una grave — ma plausibile — recessione economica. Per i responsabili della gestione dei rischi, i team di conformità e gli istituti finanziari, comprendere come funziona questa esercitazione è fondamentale per interpretarne i risultati e prepararsi alle conseguenze di natura prudenziale che ne derivano.
Questa guida spiega in cosa consiste lo stress test a livello dell’UE, chi lo conduce, come funziona la metodologia e cosa ha rivelato l’esercizio del 2025 riguardo alla situazione del settore bancario europeo.
Che cos’è lo stress test a livello dell’UE?
Lo stress test a livello dell’Unione europea è un esercizio di vigilanza volto a valutare in che modo le banche europee sarebbero in grado di far fronte a un’ipotetica crisi economica. Esso misura l’impatto di gravi shock macroeconomici e finanziari sulla solvibilità delle banche — in particolare sui coefficienti di capitale di base — nell’arco di un periodo di tre anni.
L’EBA conduce l’esercizio ogni due anni in collaborazione con la Banca centrale europea (BCE) e il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB). Non si tratta di un esame in cui si viene promossi o bocciati. Non esiste una soglia patrimoniale predefinita che le banche debbano superare. I risultati confluiscono invece direttamente nel processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP) di ciascuna banca, nell’ambito del quale le autorità di vigilanza stabiliscono i requisiti patrimoniali e i vincoli di distribuzione.
L'esercizio persegue quattro obiettivi: valutare e confrontare la resilienza complessiva delle banche dell'UE di fronte a shock gravi; determinare se i livelli di capitale delle banche siano sufficienti a sostenere l'economia nei periodi di crisi; promuovere la disciplina di mercato attraverso la pubblicazione trasparente di dati granulari a livello di singola banca; e fornire un contributo quantitativo al processo SREP condotto dalle autorità di vigilanza nazionali.
Distinzione fondamentale: lo stress test non prevede cosa accadrà. Simula invece ciò che potrebbe accadere in base a una serie di ipotesi volutamente estreme. Lo scenario avverso è ipotetico: è concepito per essere sufficientemente impegnativo da mettere in luce le vulnerabilità, non per rappresentare l’esito economico più probabile.
Chi gestisce lo stress test a livello dell’UE?
L’esercizio prevede uno stretto coordinamento tra quattro gruppi di istituzioni, ciascuna con un ruolo ben definito. L’EBA funge da coordinatore generale e sviluppa la metodologia comune. L’ESRB e la BCE definiscono lo scenario macroeconomico avverso. Le banche centrali nazionali forniscono le proiezioni di base. E le autorità competenti — tra cui il Meccanismo di vigilanza unico della BCE per le banche dell’area dell’euro — sono responsabili della verifica della qualità dei risultati delle banche.
Come funziona la metodologia dello stress test
Lo stress test a livello dell’UE si avvale di quello che l’EBA definisce un approccio “bottom-up vincolato”. Sono le banche stesse a calcolare l’impatto previsto degli scenari sui propri bilanci, ma lo fanno nel rispetto di una serie di regole rigorosamente prestabilite. Le autorità di vigilanza esaminano poi tali proiezioni per verificarne la coerenza e la plausibilità.
La metodologia copre cinque tipologie principali di rischio. Utilizza le schede sottostanti per scoprire in cosa consiste ciascuna di esse.
Un presupposto fondamentale è alla base dell’intero esercizio: il bilancio statico. Le banche devono ipotizzare che le dimensioni e la composizione del proprio bilancio rimangano costanti nell’arco dei tre anni considerati. Non possono ipotizzare di emettere nuovo capitale, ridurre il rischio del proprio portafoglio o intraprendere altre azioni gestionali in risposta allo stress. Questo conservatorismo deliberato garantisce che lo stress test rifletta appieno l’impatto meccanico degli shock.
I due scenari: scenario di riferimento e scenario sfavorevole
Ogni stress test prevede due scenari sullo stesso orizzonte temporale di tre anni. Lo scenario di base riflette l’andamento economico più probabile — in sostanza, la previsione di consenso al momento dell’avvio dell’esercizio. Lo scenario avverso simula un evento di rischio estremo: grave, plausibile, ma improbabile.
Fonte: Proiezioni delle banche centrali nazionali del dicembre 2024.
Crescita del PIL dell'UE: +1,4% (2025), +1,6% (2026), +1,5% (2027).
Scenario: ripresa graduale, inflazione in calo, miglioramento della situazione occupazionale. Non si verificano shock di rilievo.
Scopo: funge da punto di riferimento rispetto al quale vengono misurate le deviazioni rispetto allo scenario sfavorevole.
Fonte: Gruppo di lavoro dell’ESRB sugli stress test, in collaborazione con la BCE.
Crescita del PIL dell'UE: −2,3% (2025), −4,2% (2026), 0,0% (2027). Cumulativa: −6,3%.
Descrizione: Esacerbazione delle tensioni geopolitiche, frammentazione del commercio, impennata dei prezzi delle materie prime, correzioni sui mercati finanziari, aumento della disoccupazione.
Finalità: verificare se le banche siano in grado di assorbire perdite ingenti mantenendo comunque un livello adeguato di capitale.
Lo scenario avverso del 2025 è risultato leggermente più grave rispetto all’esercitazione del 2023 in termini di PIL. Esso ha posto maggiore enfasi sui rischi geopolitici e sulle perturbazioni commerciali rispetto alle esercitazioni precedenti, riflettendo la valutazione dei rischi effettuata dal Consiglio generale dell’ESRB alla fine del 2024. Lo scenario includeva inoltre una ripartizione dettagliata degli impatti sul valore aggiunto lordo (VAL) in 16 settori economici, consentendo alle banche di modellizzare con maggiore precisione le perdite su crediti specifiche per ciascun settore.
Il progetto 2025: calendario e tappe fondamentali
Cosa succede con i risultati?
Lo stress test non fornisce un semplice verdetto di superamento o meno. I suoi risultati costituiscono invece un elemento fondamentale per il processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP), ovvero la valutazione annuale di vigilanza che determina i requisiti patrimoniali di ciascuna banca.
I risultati influenzano la pianificazione patrimoniale in due modi. In primo luogo, la riduzione prevista del capitale CET1 nello scenario avverso costituisce il punto di partenza per la definizione delle linee guida del Pilastro 2 (P2G) — la riserva di capitale aggiuntiva che le autorità di vigilanza si aspettano che le banche detengano al di sopra dei propri requisiti vincolanti. Le banche che registrano una maggiore riduzione del capitale in condizioni di stress possono generalmente aspettarsi un P2G più elevato. In secondo luogo, la valutazione qualitativa dei processi di stress test di una banca — tra cui la qualità dei dati, la governance e l’affidabilità dei modelli — può influenzare i requisiti del Pilastro 2 (P2R), che sono giuridicamente vincolanti.
Nel 2025, i risultati complessivi sono stati nel complesso positivi. Le 64 banche sottoposte al test sono partite con un coefficiente CET1 del 15,76% e, pur dopo aver assorbito 547 miliardi di euro di perdite nell’arco di tre anni, hanno concluso lo scenario avverso al 12,06% — con una riduzione di 370 punti base. Questo risultato è stato notevolmente migliore rispetto alla riduzione di 479 punti base registrata nell’esercizio del 2023, grazie soprattutto alla maggiore redditività delle banche e alla maggiore generazione di ricavi.
Cronistoria dello stress test a livello dell’UE
L’EBA conduce stress test a livello dell’Unione europea dal 2011, sebbene la loro struttura si sia evoluta in modo significativo nel corso degli anni. Nel 2020 l’esercizio è stato rinviato a causa della pandemia e alle banche è stato chiesto di concentrarsi sulla continuità operativa. Di seguito sono riassunti gli esercizi principali e le dimensioni dei campioni.
Perché lo stress test è importante per gli istituti finanziari
Lo stress test a livello dell’UE non è solo un esercizio di conformità normativa. I suoi risultati hanno conseguenze dirette sulla pianificazione del capitale bancario, sulla distribuzione dei dividendi e sul posizionamento strategico. Le banche che mostrano un significativo esaurimento del capitale in condizioni di stress potrebbero trovarsi a dover affrontare restrizioni sulle distribuzioni agli azionisti, riserve di capitale più elevate nell’ambito del Pilastro 2 o richieste da parte delle autorità di vigilanza volte a migliorare le loro capacità di modellizzazione del rischio.
Per gli istituti finanziari non bancari, i gestori patrimoniali e i responsabili della tesoreria aziendale, i risultati pubblicati offrono una rara occasione per comprendere come si comporterebbero le singole banche e i sistemi bancari nazionali in condizioni economiche avverse — informazioni che rivestono un’importanza diretta per la valutazione del rischio di controparte, l’analisi del credito e le decisioni relative all’allocazione del portafoglio.
Noi di Generation Impact Global sviluppiamo strumenti che aiutano gli istituti finanziari a orientarsi tra i complessi dati normativi. Tra i nostri strumenti interattivi gratuiti figura l’“EBA 2025 Stress Test Scenario Explorer”, che consente di visualizzare i dati completi relativi agli scenari macroeconomici — andamento del PIL, della disoccupazione, dell’inflazione e dei prezzi immobiliari — per qualsiasi paese dell’UE, attingendo direttamente dai dati ufficiali dell’ESRB e della BCE.
Scopri gli scenari dello stress test del 2025Domande frequenti
Lo stress test a livello dell’UE è un esercizio in cui si viene promossi o bocciati?
No. Lo stress test a livello dell’UE non stabilisce una soglia patrimoniale predefinita che le banche devono superare. I risultati vengono invece utilizzati come input per il processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP), nell’ambito del quale le autorità competenti determinano, caso per caso, i requisiti patrimoniali e le linee guida per ciascuna banca.
Quante banche sono state sottoposte a verifica nel 2025?
L’EBA ha sottoposto a verifica 64 banche provenienti da 17 paesi dell’UE e del SEE, che rappresentano circa il 75% del totale delle attività del settore bancario dell’UE. Di queste, 51 provenivano da paesi dell’area dell’euro sottoposti alla vigilanza del Meccanismo di vigilanza unico. La BCE ha esteso separatamente l’esercizio a un totale di 96 banche soggette alla sua vigilanza diretta.
Qual era lo scenario sfavorevole previsto nello stress test del 2025?
Lo scenario sfavorevole per il 2025 ha ipotizzato un’escalation delle tensioni geopolitiche che porterebbe a una frammentazione degli scambi commerciali, a un’impennata dei prezzi delle materie prime, a correzioni sui mercati finanziari e a una recessione prolungata nell’UE. In questo scenario, il PIL dell’UE subisce un calo cumulativo del 6,3% nel periodo 2025-2027, la disoccupazione aumenta di 5,8 punti percentuali e i prezzi delle azioni nell’UE registrano un calo del 50% nel primo anno.
In che modo i risultati degli stress test incidono sulle banche?
L’erosione del capitale osservata nello scenario avverso costituisce il dato di riferimento principale per la definizione delle linee guida del Pilastro 2 (P2G) — ovvero la riserva di capitale aggiuntiva che le autorità di vigilanza si aspettano che le banche detengano. Le banche che registrano un’erosione maggiore saranno generalmente soggette a requisiti P2G più elevati. Anche la valutazione qualitativa dei processi di stress test di una banca può influire sui requisiti del Pilastro 2 (P2R), che sono giuridicamente vincolanti.
Cosa è cambiato nella metodologia dello stress test del 2025?
L’esercizio del 2025 ha introdotto diversi miglioramenti metodologici: la centralizzazione delle proiezioni relative al margine di interesse (NII) per una maggiore comparabilità; l’integrazione del pacchetto bancario CRR3/CRD VI (in vigore dal 1° gennaio 2025); un approccio al rischio di mercato più sensibile al rischio; e le ispezioni in loco della BCE sui processi di stress test di alcune banche selezionate — una novità assoluta per l’esercizio.
Con quale frequenza viene effettuato lo stress test a livello dell'UE?
L'esercitazione si svolge ogni due anni. Le esercitazioni più recenti si sono tenute nel 2018, nel 2021, nel 2023 e nel 2025. L'esercitazione prevista per il 2020 è stata rinviata al 2021 a causa della pandemia di COVID-19. La prossima esercitazione è prevista per il 2027.



