I mercati dei capitali orientano i flussi di capitale in tutto il mondo. Ma a questo potere si accompagnano responsabilità e un attento scrutinio. Per portare trasparenza e accountability in questo settore ad alto impatto, la Global Reporting Initiative (GRI) ha pubblicato una bozza di standard settoriale per i mercati dei capitali: un quadro su misura che mette a fuoco il modo in cui gli operatori dei mercati finanziari influenzano i risultati in materia di sostenibilità, non solo attraverso ciò che finanziano, ma anche attraverso il modo in cui operano.
Perché i mercati dei capitali hanno bisogno di uno standard GRI settoriale
Il settore dei mercati dei capitali non è un soggetto unico, ma un sistema interconnesso di:
- Asset owner (ad esempio fondi pensione e fondi sovrani)
- Gestori patrimoniali (fondi comuni, private equity, hedge fund)
- Fornitori di infrastrutture di mercato (borse valori, controparti centrali)
- Fornitori di dati e rating ESG (compilatori di indici, società di ricerca)
- Agenzie di rating del credito
Questi soggetti non hanno impatti operativi diretti come i produttori industriali o le utility, ma influenzano i risultati di sostenibilità attraverso le decisioni finanziarie: ciò che viene finanziato, valutato, negoziato o quotato.
La nuova bozza GRI riconosce questa influenza indiretta e mira a offrire una struttura coerente e trasparente per comunicare:
- In che modo le decisioni incidono sulle persone e sul pianeta
- Le metodologie utilizzate per valutare i criteri ESG
- In che misura le società dei mercati dei capitali favoriscono, o ostacolano, lo sviluppo sostenibile
La struttura dello standard: che cosa contiene
Questo standard settoriale GRI segue l’approccio modulare degli altri standard di settore ed è pensato per essere utilizzato insieme ai GRI Universal Standards (2021). Le informative rientrano in tre categorie principali:
1. Contesto settoriale
Questa sezione chiede alle imprese di illustrare:
- Il proprio ruolo nella catena del valore dei mercati dei capitali
- Gli strumenti finanziari che offrono o gestiscono (ad esempio azioni, obbligazioni, derivati)
- Gli I mercati e le aree geografiche in cui operano
- Il proprio Le responsabilità di stewardship e l’approccio alla creazione di valore nel lungo periodo
2. Impatti, rischi e opportunità specifici del settore
In questa sezione le organizzazioni devono comunicare:
- Gli impatti effettivi e potenziali che le loro decisioni aziendali hanno su economia, ambiente e società
- In che modo utilizzano dati, indici, benchmark e rating per orientare tali impatti
- In che modo i rischi di sostenibilità sono integrati nei processi di investimento, nella progettazione dei prodotti e nell’allocazione del capitale
Esempio di obbligo di informativa:
“Descrivere come i fattori ESG sono integrati nell’analisi e nelle decisioni di investimento, compresi il comportamento di voto e le attività di stewardship.”
3. Informative e metriche raccomandate
Lo standard indica raccomandazioni calibrate sui sottosettori (ad esempio gestori patrimoniali rispetto alle borse valori). Comprende metriche qualitative e quantitative, tra cui:
- Percentuale del patrimonio gestito sottoposta a screening secondo criteri ESG
- Numero di imprese coinvolte in attività di engagement sui temi di sostenibilità
- Quota di ricavi derivante da prodotti di investimento sostenibili
- Esiti delle votazioni su temi ESG
- Trasparenza delle metodologie ESG e delle comunicazioni ai clienti
Esempio di obbligo di informativa per agenzie di rating e fornitori di dati:
“Comunicare il processo di elaborazione dei rating ESG e indicare se i soggetti valutati hanno la possibilità di esaminarli o di replicare.”
Temi chiave e distinzioni tecniche
Tra gli aspetti tecnici più importanti di questa bozza:
- Distinguere tra diversi livelli di influenza: asset owner e gestori patrimoniali devono comunicare come allocano il capitale e come dialogano con le imprese. Alle borse valori si chiede di comunicare i requisiti di quotazione e gli indici di sostenibilità. I fornitori di dati devono spiegare la solidità e l’indipendenza delle proprie metodologie.
- Rilevanza e integrazione dei rischi: le imprese devono descrivere come individuano i rischi di sostenibilità rilevanti, non solo per i propri portafogli ma anche per i mercati e i portatori di interesse interessati dalle loro decisioni.
- Conflitti di interesse e trasparenza: un aspetto particolarmente rilevante per le società che offrono sia prodotti di investimento sia rating o valutazioni ESG.
Allineamento con i quadri internazionali
La bozza GRI garantisce l’interoperabilità con le altre principali iniziative:
- ISSB (International Sustainability Standards Board): si allinea alle informative finanziarie rilevanti per gli investitori
- Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD): si basa sulle informative su governance, strategia e rischi climatici
- Direttiva UE sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD): aiuta a soddisfare i requisiti di doppia rilevanza e della Tassonomia UE
- Principles for Responsible Investment (PRI): accresce la trasparenza su stewardship e integrazione ESG
Considerazioni finali
I mercati dei capitali hanno il potere di accelerare, o frenare, la trasformazione sostenibile in ogni settore. Definendo standard più chiari di trasparenza e accountability, la nuova bozza GRI potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui la sostenibilità viene integrata nei sistemi finanziari.
Per le imprese che vogliono essere all’avanguardia sui temi ESG, non si tratta solo dell’ennesimo quadro di rendicontazione, ma di una tabella di marcia verso mercati più responsabili e resilienti.



