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Il futuro della rendicontazione di sostenibilità

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Sustainability Reporting Standards 2024 EU delay guide

Gli eurodeputati approvano il rinvio puntando su qualità e trasparenza

Il 24 gennaio 2024, con una decisione importante, la commissione giuridica (JURI) del Parlamento europeo ha accolto la proposta della Commissione europea di rinviare l’adozione di alcuni standard di rendicontazione di sostenibilità. Il rinvio riguarda i settori e le imprese extra UE e allunga i tempi di due anni. La decisione riflette uno sforzo condiviso per migliorare la qualità e l’attuazione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), fondamentali per comunicare gli impatti ambientali e sociali delle imprese.

La proposta della Commissione mira a snellire gli obblighi di rendicontazione, consentendo alle imprese di concentrarsi sull’applicazione della prima serie di ESRS generali, adottati il 31 luglio 2023. Per i soggetti extra UE con ricavi superiori a 150 milioni di euro e per le loro succursali nell’UE con un fatturato superiore a 40 milioni di euro, l’obbligo di applicare questi standard decorrerà ora dal 2028, in linea con la proroga al 2026 del termine per l’adozione degli standard generali di rendicontazione di sostenibilità per le imprese di paesi terzi.

Nonostante il rinvio, i membri del Parlamento europeo hanno sottolineato l’importanza degli standard settoriali per consentire agli investitori di confrontare le imprese in modo consapevole. Riconoscendone il valore, gli eurodeputati hanno chiesto la pubblicazione anticipata di otto standard di rendicontazione settoriali, non appena saranno finalizzati e prima della scadenza di giugno 2026. L’obiettivo è rafforzare la trasparenza e la flessibilità del processo di rendicontazione. Gli eurodeputati hanno inoltre chiesto che il Parlamento sia consultato ogni anno sui progressi, sulla pianificazione, sulle priorità e sulle tempistiche dello sviluppo di questi standard da parte dello European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG).

Axel Voss (EPP, DE), relatore, dopo il voto in commissione ha illustrato le ragioni del rinvio: “Rinvieremo di due anni la scadenza per gli standard settoriali previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) per dare all’EFRAG il tempo di sviluppare standard di qualità e alle imprese il tempo di metterli in pratica. In anni di crisi, dal Covid all’inflazione, le imprese hanno dovuto sopportare troppa burocrazia.”

Il progetto di relazione sui termini per gli standard di rendicontazione di sostenibilità per determinati settori e per le imprese di paesi terzi è stato approvato dalla commissione giuridica con 21 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione. L’approvazione apre la strada ai negoziati del Parlamento europeo con i governi dell’UE sul testo legislativo definitivo, dopo il via libera della plenaria.

La misura rientra in una strategia più ampia delineata nella comunicazione della Commissione ‘Long-term competitiveness of the EU: looking beyond 2030’, che punta a ridurre del 25% gli oneri amministrativi per le imprese, garantendo al contempo il raggiungimento efficiente degli obiettivi legislativi. Il rinvio dell’adozione degli standard di rendicontazione di sostenibilità rappresenta un approccio equilibrato alla conformità normativa, che privilegia lo sviluppo di standard di alta qualità, capaci di riflettere la complessità dei temi ambientali, sociali e di governance.

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