Tassonomia della sostenibilità GRI
Dare struttura e chiarezza ai dati sulla sostenibilità.

Che cos'è?
La tassonomia di sostenibilità GRI, introdotta nel giugno 2025, è un sistema di classificazione digitale che aiuta le organizzazioni a strutturare i propri dati di sostenibilità in modo coerente e leggibile da un computer. Si tratta, in sostanza, di un linguaggio digitale dedicato alla sostenibilità, che semplifica l’assegnazione di tag, il collegamento e la condivisione delle informazioni riportate in linea con gli standard GRI.
Che si tratti di redigere un rapporto o di integrare la sostenibilità nei propri sistemi, la tassonomia garantisce che i dati parlino la stessa lingua dei propri stakeholder, delle autorità di regolamentazione e degli strumenti digitali.
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Perché è importante?
I dati sulla sostenibilità sono efficaci solo nella misura in cui sono utilizzabili. La tassonomia GRI rende le informazioni fornite più chiare e comparabili, aiutando le organizzazioni, gli investitori e le autorità di regolamentazione ad avere una visione d’insieme.
Per le aziende, ciò comporta una riduzione del lavoro manuale e un miglioramento della qualità dei dati. Per chi legge i rapporti, significa un accesso più agevole a informazioni affidabili.
Come funziona la tassonomia GRI
La tassonomia trasforma gli Standard GRI in un modello di dati strutturato che utilizza XBRL. È stata progettata per contrassegnare le informazioni divulgate in tutti i moduli GRI, dal profilo di rendicontazione generale ai temi rilevanti, alle specificità settoriali e agli indicatori di impatto.
È possibile:
- Inserisci i dati dei tag direttamente nel tuo sistema di reportistica
- Verifica le informazioni per evitare errori
- Esportazione in formati quali XML, XBRL e JSON
Inoltre, funziona in background, così i tuoi report rimangono di facile comprensione per l'uomo, pur essendo comprensibili anche per le macchine.

Libreria della tassonomia di sostenibilità GRI:


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Dalla configurazione tecnica alle linee guida per il tagging, alle validazioni e alla formattazione dei dati, supportiamo le aziende che desiderano sfruttare appieno il potenziale della rendicontazione GRI digitale.
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Domande relative alla tassonomia GRI
1. Come funziona la tassonomia GRI?
La tassonomia del GRI si articola attorno a tre tipi di standard: standard universali, standard settoriali e standard tematici. Insieme, formano un sistema modulare. Si parte dagli standard universali, per poi integrare quelli settoriali e tematici in base a ciò che è rilevante per la propria attività.
2. Qual è lo scopo della tassonomia GRI?
Lo scopo della tassonomia del GRI è quello di fornire alle organizzazioni un metodo coerente e strutturato per rendicontare in materia di sostenibilità, in modo che le informazioni divulgate siano comparabili tra le diverse aziende e i diversi settori.
3. Come si utilizza la tassonomia GRI?
Inizia dagli standard universali (GRI 1, 2 e 3), che si applicano indipendentemente dal settore di attività. A questo punto, effettua una valutazione di materialità per individuare i temi chiave, quindi seleziona gli standard tematici corrispondenti e gli eventuali standard settoriali pertinenti al tuo settore.
4. Chi dovrebbe utilizzare la tassonomia GRI?
Il GRI si applica a qualsiasi organizzazione che desideri rendere conto del proprio impatto in termini di sostenibilità, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore di appartenenza o dal fatto che sia pubblica o privata. È particolarmente utile per le aziende che subiscono pressioni da parte di investitori, autorità di regolamentazione o clienti affinché rendano note le proprie prestazioni in materia di ESG.
5. La tassonomia GRI è obbligatoria?
Il GRI è di per sé un sistema volontario. Si tratta di un quadro di riferimento riconosciuto a livello globale, non di una legge. Detto questo, alcune normative vi fanno riferimento o si allineano ad esso; ad esempio, la CSRD dell’UE si basa sui concetti del GRI, e alcuni paesi hanno reso obbligatoria la rendicontazione basata sul GRI per le imprese di determinate dimensioni.
6. In che modo la tassonomia GRI differisce dalla tassonomia ESRS?
La struttura del GRI è volontaria e incentrata sull’impatto. Si avvale del principio della “doppia materialità”, secondo cui un tema è rilevante se ha importanza per le persone o per l’ambiente, indipendentemente dall’impatto finanziario. L’ESRS, il quadro normativo obbligatorio dell’UE previsto dalla CSRD, si avvale del principio della “doppia materialità” e richiede informazioni digitali verificate e leggibili da sistemi automatici.
7. In che modo la tassonomia GRI differisce dalla tassonomia di sostenibilità degli IFRS?
La GRI è volontaria e di ampio respiro, copre qualsiasi argomento che abbia un impatto concreto sulle persone, sull’economia o sull’ambiente, rivolgendosi a un’ampia gamma di stakeholder. La tassonomia di sostenibilità IFRS (basata sugli standard IFRS S1 e S2 dell’ISSB) è più ristretta e incentrata sugli investitori, coprendo solo le questioni di sostenibilità che sono finanziariamente rilevanti, ovvero che incidono sul valore aziendale, sul flusso di cassa o sull’accesso al capitale. In breve: la GRI chiede «qual è il nostro impatto sul mondo», mentre gli IFRS chiedono «cosa incide sui nostri risultati economici».
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