Hub di conformità ESPR: il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili

Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), Regolamento (UE) 2024/1781, fissa i requisiti di progettazione ecocompatibile un gruppo di prodotti alla volta, istituisce il passaporto digitale del prodotto (DPP) e, dal 19 luglio 2026, vieta alle grandi imprese di distruggere capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature invenduti. Questo hub spiega cosa si applica a te e da quando, con strumenti gratuiti per le norme sui prodotti invenduti: una verifica dell’ambito di applicazione, un modulo di informativa, una checklist, una timeline e due tabelle di riferimento.

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Voci NC rendicontate a 4 cifre (Allegato II)
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Deroghe al divieto di distruzione
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Risorse disponibili
6
PDF scaricabili

Tre obblighi, un solo regolamento

Il regolamento ESPR introduce tre obblighi distinti per gli operatori economici. Inizia verificando quali si applicano alla tua organizzazione e da quando.

Informativa
Un report pubblico annuale sui prodotti di consumo invenduti che scarti: unità, peso, categoria NC, motivi, modalità di trattamento e misure adottate e previste.
Articolo 24 · Grandi imprese: già ora · Medie imprese: dal 19 luglio 2030
Divieto di distruzione
Vietato distruggere abbigliamento, accessori di abbigliamento o calzature invenduti, salvo che si applichi una delle 10 deroghe, ciascuna con la propria documentazione.
Articolo 25 · In vigore dal 19 luglio 2026
Obbligo di prevenzione
Ogni operatore economico, indipendentemente dalle dimensioni, deve adottare le misure ragionevolmente attese per evitare di distruggere i prodotti di consumo invenduti.
Articolo 23 · Tutti gli operatori · Già applicabile

Che cos’è il regolamento ESPR e a chi si applica

Il regolamento ESPR ha sostituito la direttiva sulla progettazione ecocompatibile (2009/125/CE), che riguardava solo i prodotti connessi all’energia. Si applica a quasi tutti i prodotti fisici immessi sul mercato UE, compresi componenti e prodotti intermedi. Sono esclusi alimenti, mangimi, medicinali, organismi viventi e poche altre categorie.

Introduce tre elementi che la vecchia direttiva non prevedeva. La Commissione può fissare, tramite atti delegati e un gruppo di prodotti alla volta, requisiti vincolanti su durabilità, riparabilità, riciclabilità, contenuto riciclato, sostanze che destano preoccupazione e impronta di carbonio e ambientale. I prodotti di un gruppo regolamentato dovranno avere un passaporto digitale del prodotto. E le norme sui prodotti di consumo invenduti si applicano già, con un obbligo di prevenzione che riguarda ogni operatore economico.

Cosa richiedono le norme sui prodotti invenduti

Obblighi ESPR sui prodotti di consumo invenduti
ObbligoArticoloChiDa quando
Obbligo di prevenzione23Tutti gli operatori economici, indipendentemente dalle dimensioni18 luglio 2024
Informativa24Grandi imprese; medie imprese dal 19 luglio 2030Primo esercizio completo di vigenza (esercizio 2025 per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare); formato dell’Allegato I dal 2 marzo 2027
Divieto di distruzione25Grandi imprese; medie imprese dal 19 luglio 2030. Riguarda abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature (Allegato VII)19 luglio 2026

Informativa. Ogni anno pubblica il numero e il peso dei prodotti di consumo invenduti che hai scartato, per categoria di prodotto; i motivi e l’eventuale deroga applicata; la quota destinata a preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, altro recupero e smaltimento; e le misure adottate e previste per prevenirne la distruzione (Articolo 24(1)). L’obbligo riguarda ogni prodotto di consumo invenduto, non solo l’abbigliamento. Le categorie seguono il capitolo NC a 2 cifre, tranne le 44 voci dell’Allegato II del Regolamento di esecuzione (UE) 2026/2, rendicontate a 4 cifre. Puoi pubblicare l’informativa su una pagina facilmente accessibile del tuo sito web oppure nella tua dichiarazione di sostenibilità CSRD, con un link dal sito.

Divieto di distruzione. Dal 19 luglio 2026 le grandi imprese non possono distruggere abbigliamento, accessori di abbigliamento o calzature invenduti, a meno che non si applichi una delle 10 deroghe previste dal Regolamento delegato (UE) 2026/296, ad esempio nel caso di un prodotto pericoloso o danneggiato. Le micro e piccole imprese sono esentate, ma non devono distruggere prodotti loro trasferiti per aggirare il divieto (Articolo 25(2)), e la Commissione può estendere le norme anche a loro se riscontra prove di elusione.

Registrazioni. Conserva le prove a supporto di una deroga per cinque anni dalla distruzione del prodotto (Regolamento delegato, Articolo 3) e conserva i documenti di consegna e ricevimento, comprese le dichiarazioni degli operatori di trattamento dei rifiuti, per cinque anni dopo ogni informativa (Regolamento di esecuzione, Articolo 4).

Tempistiche in pratica. Per un’impresa con esercizio coincidente con l’anno solare, la prima informativa ha riguardato l’esercizio 2025. Il formato standardizzato dell’Allegato I si applica dal primo esercizio completo successivo al 2 marzo 2027, quindi dall’esercizio 2028 per un’impresa con esercizio coincidente con l’anno solare, con pubblicazione entro 12 mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Il passaporto digitale del prodotto

Il passaporto digitale del prodotto (DPP) è un registro digitale collegato a un identificativo unico del prodotto e accessibile tramite un supporto dati come un codice QR. L’atto delegato di ciascun gruppo di prodotti stabilisce cosa contiene (ad esempio materiali, sostanze che destano preoccupazione, informazioni su durabilità e riparazione, contenuto riciclato o impronta di carbonio), quale supporto dati utilizzare e se i passaporti sono gestiti a livello di modello, lotto o singolo articolo.

Il regolamento ESPR imponeva alla Commissione di istituire entro il 19 luglio 2026 un registro centrale degli identificativi dei passaporti. Questa data non significa che ogni prodotto debba già avere un passaporto: i passaporti diventano obbligatori un gruppo alla volta, man mano che si applica ciascun atto delegato. Se produci o importi prodotti di un gruppo prioritario, struttura per tempo i dati di prodotto in vista del passaporto, perché molti di essi coincidono con quelli che la tua rendicontazione di sostenibilità già raccoglie.

Il piano di lavoro ESPR 2025–2030

Il 16 aprile 2025 la Commissione ha adottato il primo piano di lavoro ESPR ed etichettatura energetica (COM(2025) 187). Il piano indica i gruppi di prodotti che riceveranno per primi requisiti di progettazione ecocompatibile: tessili (con particolare attenzione all’abbigliamento), mobili, pneumatici e materassi come prodotti finali; ferro e acciaio e alluminio come prodotti intermedi; e norme orizzontali sulla riparabilità e sul contenuto riciclato e la riciclabilità delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Riprende inoltre dal piano precedente 16 prodotti connessi all’energia, come lavastoviglie per uso domestico, display e caricatori per veicoli elettrici.

Tra le date indicative di adozione figurano il 2027 per tessili e pneumatici e il 2029 per i materassi. I requisiti specifici per prodotto diventano vincolanti solo quando ciascun atto delegato è adottato e si applica: per questo la pagina riporta una data di revisione.

La timeline di conformità in sintesi

18 lug 2024
Entrata in vigore del regolamento ESPR. Si applica l’obbligo di prevenzione; la prima informativa delle grandi imprese riguarda il primo esercizio completo di vigenza (esercizio 2025 per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare).
In vigore
19 lug 2026
Divieto di distruzione in vigore per le grandi imprese dal 19 luglio 2026.
In vigore
2 mar 2027
Si applica il formato standardizzato dell’Allegato I (Regolamento di esecuzione (UE) 2026/2).
In arrivo
19 lug 2030
L’informativa e il divieto di distruzione si estendono alle medie imprese.
Futura

Sanzioni e controlli

Il regolamento ESPR lascia la definizione delle sanzioni agli Stati membri. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive e tenere conto della natura, della gravità e della durata della violazione, della sua eventuale intenzionalità e di qualsiasi vantaggio economico ottenuto (Articolo 74). Importi e procedure variano quindi da paese a paese: verifica le norme di ciascun mercato in cui vendi.

Le autorità nazionali controllano le informative in base al rischio (Allegato III del Regolamento di esecuzione). Esaminano, ad esempio, dati mancanti o insolitamente bassi, un’elevata quota di modalità di trattamento sconosciute e i precedenti dell’impresa, e confrontano i dati dichiarati con i documenti di consegna: uno scostamento inferiore al 10% è considerato conforme.

ESPR e rendicontazione sull’economia circolare

Ultima revisione: 1 ottobre 2026, sulla base del Regolamento (UE) 2024/1781, del Regolamento delegato (UE) 2026/296, del Regolamento di esecuzione (UE) 2026/2 e della COM(2025) 187 su EUR-Lex.

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Domande frequenti

Che cos’è il regolamento ESPR?

Quando è entrato in vigore il regolamento ESPR?

Quali imprese sono soggette al divieto di distruzione ESPR?

L’obbligo di informativa riguarda anche prodotti diversi dall’abbigliamento?

Quali informazioni devono pubblicare le imprese sui prodotti invenduti?

Che cos’è il passaporto digitale del prodotto?

Che cos’è il piano di lavoro ESPR?

Quali sono le sanzioni per la violazione del regolamento ESPR?

Questi strumenti sono gratuiti?

A chi sono rivolte queste risorse?

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